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  • Stefania Salvatore

E se dietro al successo degli alberghi diffusi ci fosse un'accoglienza quasi tutta al femminile?

Chi meglio di una donna può far sentire come a casa un ospite della propria struttura ricettiva... ... Regalando la sensazione di sentirsi a proprio agio, muovendosi come nel proprio salotto, in spazi caldi e accoglienti?


Certo, gli esempi della presenza femminile nelle strutture ricettive ricorrono dai secoli passati, anche se spesso come figure secondarie per aiutare i mariti dietro le quinte.


Tuttavia, da qualche anno è cresciuto il numero di donne manager e imprenditrici nell’industria del turismo e dell’accoglienza: oggi la presenza femminile è considerata un valore aggiunto, capace di portare innovazione e attenzione su temi di forte attualità come l’eco-sostenibilità̀ e la responsabilità̀ sociale.


Queste imprenditrici di successo, grazie al buon gusto, stanno perfezionando l’arte di ricevere gli ospiti.

Non si tratta solo di quello che comunemente viene chiamato “tocco femminile”, capace di ingentilire l’ambiente e mettere attenzione nei dettagli. Parliamo di quella innata propensione per tutto quello che riguarda l’accoglienza e la cura delle persone.


E il fatto che l'accoglienza sia sempre più donna è certificato dai numeri degli Alberghi Diffusi italiani: il 65% del totale del personale è di sesso femminile ed è impiegato in tutti i reparti, dalla direzione alla comunicazione, dal ricevimento alla pulizia.


Questo emerge dall’indagine dell’ADI – Associazione Nazionale Alberghi Diffusi - per conoscere quale sia il peso della presenza delle donne nella gestione (in termini di occupazione, per le varie aree gestionali e per tipologia contrattuale) in questo genere di strutture ricettive.


La ricerca evidenzia come negli Alberghi Diffusi, un modello di ospitalità “made in Italy” innovativo e radicato nel territorio (soprattutto nei borghi storici e nei piccoli centri) sia ridotto il gender gap.

E non è finita qui: dalla ricerca emerge l'incidenza del personale femminile per il 64,4% sul totale degli addetti fissi, per il 70,8% su quello degli addetti stagionali e per il 57,8% degli addetti a chiamata.


Per quanto riguarda la tipologia di lavoro, a fronte di un 52% di strutture che a livello direzionale e amministrativo impiegano soprattutto donne, e di un 61% di strutture nelle quali i ruoli in Comunicazione e Marketing sono svolti in maggioranza da donne, l’82% degli Alberghi Diffusi ha personale in prevalenza femminile nei reparti di sala, il 75% ha personale in prevalenza femminile nei reparti di cucina, il 69,6% ha personale in prevalenza femminile nell’accoglienza, e la quasi totalità dei gestori di Alberghi Diffusi affida alle donne la pulizia delle camere.


Se la tradizione alberghiera italiana ha visto storicamente una netta divisione di ruoli tra uomini e donne, con i primi impegnati nella direzione, nelle attività tecniche e nei rapporti con “l’esterno” (dalle manutenzioni, al commerciale, alle relazioni con i fornitori) e le seconde delegate alle attività “interne” e di accoglienza (come la cucina e la pulizia delle camere), negli Alberghi Diffusi il personale femminile è prevalente e invade ogni ambito.


Inoltre troviamo un’ulteriore caratteristica, non di poco conto: sono proprio le donne a “marcare” con il proprio stile l’accoglienza aperta e mai “asettica” che caratterizza queste strutture, dislocate in immobili diversi ma all’interno dello stesso nucleo urbano.

Forse il successo degli alberghi diffusi dobbiamo attribuirlo proprio alla presenza femminile: quello che emerge dalle recensioni è un personale sempre attento alla cura dei dettagli e alla sostenibilità, affinché ogni ospite possa sempre sentirsi a casa ed in contatto con i residenti.


Ma prova a pensarci un attimo: è così diverso da quello che professo anche io?


Esatto, la risposta è NO.


Magari arriviamo alla stessa conclusione percorrendo strade diverse...

... E nessuno può stabilire quale sia la migliore...


Ad ogni modo, come sottolineo sempre, il segreto del trionfo è racchiuso nel coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle paure, delle speranze e dei bisogni... ... perché questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (spesso bassi) dei nostri diretti competitor.


Ne sono sicura: a quel punto potrai dire di conoscere davvero il tuo ospite target e lo aiuterai a districarsi al meglio in mezzo alla giungla di proposte (spesso poco chiare).


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi