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  • Stefania Salvatore

E se la rimozione dei contenuti terroristici dai social network colpisse anche i tuoi profili?

L'Unione Europea dichiara guerra alla propaganda terroristica sui social.

E fin qui non c'è niente di sbagliato.


Più nel dettaglio, però, quanto annuncia la Commissione europea con l‘entrata in vigore della Terrorist Content Online Regulation, potrebbe toccarci tutti da vicino.


Sebbene la proposta sia datata 2018, il fine di rimuovere i contenuti terroristici dal web e prevenire l’emulazione di gesti estremi è di una nobiltà senza tempo. Peccato che le nuove regole, le stesse che serviranno a rimuovere i contenuti terroristici postati online entro 60 minuti dalla loro segnalazione, si trascineranno dietro non pochi problemi. È vero che post, video, audio e immagini offensive saranno cancellate il prima possibile dai proprietari delle piattaforme.


Anzi, se questo non avvenisse nei tempi stabiliti, le multe saranno salatissime, arrivando anche al 4% delle entrate globali dell’azienda coinvolta.


Al tempo stesso, è vero anche che saremo tutti esposti alle interpretazioni di una nuova intelligenza artificiale, ancora più sofisticata dell'attuale.

Attacchi terroristici trasmessi online


Quasi sicuramente ricorderete la tragica vicenda di Christchurch, in Nuova Zelanda. Nel 2019 un giovane 28enne uccise 50 persone durante un attacco compiuto alla moschea di Al Noor nella preghiera del venerdì. Il killer trasmise tutto in streaming attraverso il proprio profilo Facebook. Quel massacro ha purtroppo ispirato altri gesti estremi.


Il 24 maggio scorso, in quello che passerà alla storia come il massacro di Buffalo, 10 persone sono state uccise da un razzista in diretta sulla piattaforma Twitch.


Ecco: con l’introduzione della nuova normativa, l’UE è intenzionata a prevenire la propaganda, spesso diffusa tramite internet ed i social network.

Ad ogni modo, tenere d’occhio e cancellare i contenuti ritenuti pericolosi non è affatto semplice. Intanto queste azioni di monitoraggio e rimozione hanno costi non indifferenti e questo significa che non sempre le piccole piattaforme dispongono di risorse sufficienti per intervenire entro i 60 minuti previsti dalla legge.


Ragion per cui la soluzione potrebbe essere affidata a dei tool automatizzati.


Tuttavia, il rischio é che si potrebbero rimuovere contenuti legittimi e innocui.


Senza dimenticare come, alcuni paesi, potrebbero utilizzare la normativa come forma di censura, limitando così la libertà di espressione e di stampa.


Ecco perché le piattaforme dovranno informare le autorità nazionali competenti sui contenuti eliminati, inoltrando obbligatoriamente un report annuale.

La rimozione dei contenuti dovrà essere valutata attentamente, motivando la scelta. Questo per evitare soprattutto la rimozione di contenuti pubblicati a scopo educativo, artistico, giornalistico e di informazione.


Gli utenti che si vedranno cancellare i loro contenuti saranno avvisati e avranno la possibilità di chiedere il ripristino di quest’ultimi nel caso ritenessero l’azione ingiusta o errata. Anche se sappiamo bene quanto questo sia un procedimento complesso.


Forse quanto sto per dirti ti sembrerà assurdo, ma è la verità totale.


Siamo in guerra.


E no, non intendo descriverti situazioni aspre come quelle del conflitto tra Russia ed Ucraina. Ti sto parlando di una continua evoluzione temporale. Costante e martellante.


Lasciami spiegare meglio.


I protagonisti della propaganda - anche quella con finalità malevoli - cercano in continuazione nuovi canali attraverso i quali diffondere le proprie teorie e nuove parole chiave come codice unico di comprensione. Una specie di dizionario segreto.


Lato marketing, significa aggiornarsi in continuazione per evitare il rischio di cacciata definitiva dalle varie piattaforme online.


Questo perché ci sono parole che gli algoritmi interpretano come offensive e potenzialmente turbanti... anche se espresse in buona fede.

E siccome non tutti gli operatori turistici hanno il tempo giusto da dedicare a questo genere di attività, ho pensato alla miglior scorciatoia possibile.


Ho condensato tutti i miei studi ed il mio sapere all'interno di Brain Positioning, il mio ultimo libro. Affronto in lungo e in largo la spinosa questione del Branding.


All'interno del libro scoprirai come lanciare un nuovo Brand che possa vincere nel mercato o riposizionarne uno già esistente.

E questo, di conseguenza, implica una corretta comunicazione con il pubblico target.


Ma non solo: iscrivendoti alla priority list riceverai uno special report con le "Keyword We Like", ovvero cosa è abituato a leggere, sentire ed ascoltare con piacere il tuo pubblico di riferimento. E in aggiunta a tutto questo, le parole da evitare sulle piattaforme da aggredire (questo ti farà risparmiare un sacco di tempo, fatica... ed inutile nervosismo).

In pratica costruirai in autonomia dei profili a prova di ban e capaci di attrarre flotte di clienti pronti ad aprire il portafoglio (alla fine della fiera è l'unica cosa che conta).


Quindi, clicca sul link, lascia i tuoi dati e aspetta il contatto da parte di un mio tutor.


E come sempre sentiti libero di scegliere. La scelta è tua e soltanto tua.


Un grande abbraccio,

Stefi