Cerca
  • Stefania Salvatore

Ecco come evitare questi 5 errori clamorosi all'interno del tuo Bed and Breakfast

Aprire e gestire un bed and breakfast è un'idea stimolante per tanti. Ma un’impresa simile richiede energie e un’ottima strategia. Quindi, sia che tu stia pianificando l’apertura del tuo B&B o che tu l’abbia già inaugurato, assicurati di evitare questi 5 errori clamorosi.

1. Provare ad intercettare un mercato troppo grande

A chi vendi le camere del tuo bed and breakfast? A tutti! Vendere a tutti indistintamente sembra essere la miglior strategia possibile. In realtà, è solo il modo peggiore per perdere di vista il vero target. Devi limitare il tuo pubblico, non pretendere di vendere a chiunque. Se individuerai con precisione chirurgica il tuo pubblico, poi sarà più facile intercettarlo e diventare la sua scelta naturale.

Pensa a quello che la tua zona può offrire ai viaggiatori: ci sono bellezze naturali o attrazioni di particolare interesse storico/culturale? Chi potrebbe essere interessato a visitarle? E queste persone potrebbero essere attratte da un’offerta come la tua?

Perché questi viaggiatori dovrebbero preferire il tuo bed and breakfast rispetto a tutti gli altri, o rispetto ad un hotel? Pensa ai vantaggi che il tuo B&B può offrire e costruisci il tuo messaggio di marketing su questi elementi unici e distintivi.

2. Dimenticare il business plan

Un business plan chiaro e dettagliato non dovrebbe essere appannaggio esclusivo dei grandi hotel. Anche con poche camere, dovresti dedicare il giusto tempo a questa attività.

Una politica dei prezzi chiara serve a sconfiggere eventuali dubbi, difficoltà e opportunità. Giusto per fare un esempio: se in futuro vorrai chiedere un finanziamento in banca per il tuo B&B, dovrai presentare il tuo business plan.

Scegli risultati verosimili e rivedi il tuo business plan ogni anno.

Puntiamo al sodo e alla concretezza, mai essere vaghi: non serve a nulla scrivere frasi vuote come “aumentare il numero di clienti e ridurre le spese”. Servono delle cifre, assolute o in percentuale. Sì, hai ragione: forse è un lavoro noioso, ma ti assicuro che è necessario.


A meno che tu non voglia navigare a vista...

3. Lavorare senza regole

Improvvisare politiche di soggiorno solo dopo che l’attività è stata avviata è sbagliato. Stabiliamo a monte delle regole d'ingaggio chiare per gli ospiti, fin dal primo giorno d’apertura. Questo eviterà incomprensioni e possibili contestazioni.

Queste sono alcune domande a cui le tue politiche dovrebbero rispondere:

  • Sono possibili i rimborsi?

  • Sono ammessi gli animali domestici?

  • In che modo tutelate il silenzio e il riposo degli ospiti?

  • Esistono rischi di furto o altri problemi di sicurezza?

Scriviamo regole chiare e inequivocabili, senza eccessive formalità. I tuoi ospiti dovranno sapere che la tua è un’attività seria, ma pure che nel tuo B&B si sentiranno a proprio agio come a casa.

4. Terrore di delegare


Cercare di assolvere qualunque compito è una tentazione molto forte alle prime armi. Receptionist, esperto di marketing, ragioniere e cuoco. Riesci davvero a fare tutto al meglio?


Non cadere, quindi, nella trappola dell’errore più comune di ogni proprietario: il totale rifiuto alla delega.


Anche la gestione di una struttura con poche camere richiede diverse competenze.


Delegare le attività a qualcun altro ti aiuterà parecchio e avrai modo di dedicare tempo a quello che sai fare meglio.

5. Limitare le potenzialità

I bed and breakfast di maggior successo si distinguono per qualche caratteristica inattesa e sorprendente. Non si limitano a soddisfare le aspettative standard dei loro ospiti: le superano per stupire piacevolmente.

Inventa, perciò, un modo perché i tuoi ospiti ti possano ricordare a lungo.

Migliorare l’esperienza di soggiorno dei tuoi ospiti vuol dire prenderti cura di loro anche con piccoli gesti, a costo zero. Per esempio, puoi offrire loro dei consigli: qualche dritta sul territorio circostante non guasta mai.

In definitiva posso dirti di trovare il coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni... Questo ti permetterà di eccellere rispetto agli standard (bassi) dei competitor.


Ne sono sicura: a quel punto potrai dire di conoscere davvero il tuo ospite target, aiutandolo ad orientarsi in mezzo alla giungla di proposte (spesso simili) contro le quali si imbatte tutti i giorni.


Ed è il motivo per cui, dopo 10 anni di studio e applicazione, ho creato "La bussola della gestione dell'ospite", adatta a tutti quegli operatori del settore accoglienza che desiderano ottenere soltanto ospiti felici ed aiutarli sinceramente.


Questa bussola ti aiuta ad individuare i 4 punti cardinali per la gestione dell’ospite “felice".


Più nella pratica:

  1. comprensione;

  2. processi;

  3. gestione;

  4. effetto wow.

Sono i concetti fondamentali che troverai esplorati in lungo e in largo nei vari capitoli del mio libro, "Metodo Hospitality”.


Se non hai ancora ordinato la tua copia, il mio umile consiglio è assicurartela (prima che sia troppo tardi) facendo clic su questo link.


Non penso sia un caso se... chi lo ha già acquistato...

lo definisce l'unico sistema che aiuta (in maniera concreta e senza inutili divagazioni) ad ottenere davvero più clienti più felici.


Si tratta di un manuale utile e pratico, da tenere costantemente sulla scrivania e da utilizzare come fosse la tua nuova bussola.


Un piccolo primo passo verso la totale dedizione ai tuoi ospiti.


È già successo con i miei studenti avanzati e succederà anche con te: gli ospiti non vedranno l'ora di rivederti e te lo diranno nell'esatto momento in cui ti lasceranno le loro testimonianze come persone soddisfatte del servizio e felici di fare affari con te.

Approfitta quindi del ridicolo prezzo che ho riservato per le ultime copie disponibili:

non ci sarà mai alcuna ristampa.


E ricorda: anche i più bravi - o i fuoriclasse - non possono compiere più di un singolo passo per volta. Quindi fai il tuo: ordina adesso la tua copia.


Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi