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  • Stefania Salvatore

Ecco le destinazioni più gettonate del nuovo anno: tanta voglia di esplorare l’estero

Uno fra i dati più interessanti che emerge dalle ultime ricerche è la grande voglia degli italiani di esplorare tante città dell’estero, la maggior parte fuori dall’Europa. Sembrerebbe che le mete predilette per il 2023 siano New York, Bangkok, Malè e Tokyo, con quest’ultima in fortissima ascesa dopo la recentissima riapertura dei confini. Una spinta esterofila probabilmente dovuta ai due anni totali di stop imposti dalla pandemia, fattore che ha spinto i cittadini a visitare luoghi più vicini e comodi, soprattutto per non scivolare su problemi burocratici.


Tuttavia, contrariamente al passato, stanno cominciando a prendere piede dei viaggi molto più stringati e concentrati in pochi giorni, quasi in modalità full-immersion. C’è chi preferisce partire per soggiorni della durata di tre o quattro giorni, sorvolando le “solite mete” (Londra, Parigi, Berlino) in favore di grandi città meno battute: Budapest (Ungheria), Copenaghen (Danimarca) e, un po' a sorpresa, Malta, decisamente apprezzata soprattutto nel periodo più caldo. In grandissima ascesa il Marocco.

Malta

L’ispirazione è Instagram!


Nonostante i tempi non semplici dal punto di vista economico-finanziario, tanti italiani sono disposti a tutto pur di concedersi un viaggio. Dagli studi emerge che un consumatore su due (49%) sta programmando più vacanze rispetto allo scorso anno e soltanto l’8% ha intenzione di lasciare il trolley nell’armadio. Tra le destinazioni fuori dalla solita cerchia spiccano Nizza (Francia), la splendida città irlandese Cork e in toto l’Arabia Saudita, meta sempre più visitata nell’ultimo periodo.


Davvero rilevante infine l’apporto social; in testa Instagram e Tik-Tok. Secondo le stime, oltre il 38% dei viaggiatori pensa di pianificare un nuovo viaggio dopo aver visto uno o più contenuti di travel blogger ed influencer che, condividendo i loro scatti e le le loro opinioni sui vari posti, spingono di fatto una grande fetta di utenza a pianificare o meno una nuova avventura. Non a caso, soprattutto nei momenti pre-alta stagione, pullulano le collaborazioni tra i "creator" e le strutture ricettive, motivate a farsi pubblicità per accogliere quanti più clienti possibili nei momenti clou.

Il nomadismo digitale rimane un affare per pochi


Sembra non decollare neanche quest’anno invece il “nomadismo digitale” (ovvero la scelta di lavorare da remoto liberamente in ogni parte del mondo senza alcun vincolo di spazio e cambiando frequentemente luogo), un tipo di esperienza che interessa al momento solo pochi degli intervistati (7%), motivati a intraprendere questo tipo di scelta sia per il fascino che si cela dietro il lavoro in viaggio, sia per poter trascorrere più tempo nella destinazione preferita. Tra le mete preferite dai nomadi digitali spiccano l’Australia, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Germania, senza dimenticare Città del Messico, Amman ed Abu Dhabi.


Il 24% degli italiani campionati ha individuato il Revenge travel come motivazione principale dietro la scelta di programmare un viaggio all’estero a lungo raggio, dichiarando di aver già rinunciato a troppe occasioni a causa delle restrizioni e della pandemia. Similarmente, il 71% sostiene di voler viaggiare ora che ne ha la possibilità, ammettendo di aver compreso che può succedere qualsiasi cosa e di non volersi perdere più nulla.

La FOMO – dall’inglese Fear of Missing out – è particolarmente rilevante, nonché l’elemento distintivo, che accomuna due generazioni apparentemente opposte, la Generazione Z e i Baby Boomer: l’83% dei Gen Zers e il 76% dei Boomer coglieranno l’occasione per concedersi un viaggio all’estero nel 2023.


Fear of Missing out é l’ansia dell'essere tagliati fuori da un evento, un’offerta o un’interazione sociale e perdere l’occasione di sentirsi parte attiva di un’esperienza.

La diffusione dei social media e dei dispositivi mobili, in particolare degli smartphone, ha reso infatti più facile la condivisione dei momenti della propria vita.

La paura di essere esclusi dal mondo digitale e, di conseguenza, da una parte della vita comunitaria viene alimentata dal bisogno innato di soddisfare il proprio senso di appartenenza e comunità tanto che, in alcuni casi, la FOMO può degenerare in una vera dipendenza e sofferenza emotiva.

In quanto esseri sociali, gli umani hanno la necessità innata e legittima di autodeterminarsi attraverso gli occhi degli altri, di interagire e di sentirsi parte attiva di una comunità. Allo spettro opposto troviamo la JOMO “Joy Of Missing Out”, ovvero persone che vivono serenamente la loro vita senza farsi influenzare da eventi e situazioni e che scelgono destinazioni in cui regna la quiete perché é assente la "massa".

Chiaramente i motivi alla base del FOMO e del JOMO sono estremamente diversi, ed é bene che tu decida chi vuoi attrarre all'interno della tua struttura ricettiva. Per tua fortuna, farlo al meglio senza commettere errori é possibile grazie ad un facilitatore:

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Un abbraccio,

Stefi



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