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  • Stefania Salvatore

Finestre di biscotti e stucchi al cioccolato: il dietro le quinte degli Hotel-non-Hotel olandesi

Aggiornamento: 8 lug 2022

Già il nome, Hotel Not Hotel, suggerisce che non si tratta di una struttura alberghiera come la maggior parte di quelle a cui siamo abituati. Una volta varcata la porta d’accesso ci rendiamo conto che questo è molto di più di un semplice hotel.


Certo, le camere ci sono, gli spazi comuni anche, come pure bar e ristorante. Ma le similitudini si fermano qui.

Infatti, il sito internet dell’hotel avverte: «non siamo un hotel e non siamo neppure un museo ma, al tempo stesso, siamo entrambe le cose. Pernottare in questa struttura è un’esperienza unica nel suo genere. Ogni stanza è un’opera d’arte, progettata e realizzata da un team di artisti. Le lobby, le aree lounge e altri ambienti sono ricolmi di opere d’arte, suppellettili originali e complementi d’arredo, anche bizzarri, che mai ti aspetteresti di trovare in un hotel».

Non un soggiorno, ma un’esperienza

«Nei nostri hotel – dice Bruno Bont, uno dei proprietari - miriamo a creare un’esperienza eccezionale per i clienti. L’esterno delle camere deve essere così speciale da dare l’impressione di entrare in un museo o in una mostra d’arte contemporanea, non in un luogo dove dormire». «Dopo Amsterdam, Rotterdam è stata la prima scelta per aprire il secondo dei nostri Hotel Not Hotel - prosegue Thijmen Receveur, l’altro titolare - Design e architettura moderna, emblemi della città, si adattano perfettamente al nostro concept, come pure lo spirito indomito e sensibile alle novità di chi ci abita».

L’immobile che ospita l’hotel - in via Schaatsbaan 83 a 250 metri dalla avveniristica Station Rotterdam Centraal - è stato completamente ristrutturato e dotato di ogni comfort alberghiero. Completano l’offerta un ristorante messicano ed il cocktail bar Jesús Malverde.


Il concept è unico per il carattere innovativo e eccentrico, scaturito dalla collaborazione con diversi artisti e designer olandesi molto conosciuti ed apprezzati in patria ed all’estero.

Le camere sono 36, tra cui tre suite con Jacuzzi privata. Sono realizzate negli stili più disparati ed hanno nomi particolari: da “Castle not Castle” a “Red Canvas Room”; da “Nice Stay” a “Candy House”(quest’ultima è ricolma di dolci tentazioni, quali finestre di biscotti e stucchi al cioccolato); da “Secret Book Case” (la camera a cui si accede da una libreria) a “Invisible Room” (la stanza invisibile che non è niente e tutto allo stesso tempo) fino alla Cuckoo Clock, che assomiglia ad un gigantesco orologio a cucù, dove sono state aggiunte, per creare atmosfera, due spade vichinghe giganti ed enormi chitarre heavy metal.

Altri due particolari balzano subito agli occhi: il primo è che le porte di accesso alle stanze non si aprono su anonimi corridoi ma sono celate, quasi mimetizzate, dietro strutture artistiche di vario tipo. La seconda è legata alle due ampie corti dove gli ospiti possono incontrarsi e socializzare, ciò per testimoniare ulteriormente il carattere aperto della struttura. Un’altra chicca è la “Vertical Swimming Pool”, una camera che sembra una grande piscina… verticale.

Un’ala dell’hotel è dedicata a sala ristorante e cocktail bar. Il ristorante, intitolato a Jesús Malverde, può ospitare 85 persone ed altre 90 all’esterno, sulla terrazza.


Il menu è composto da una decina di piatti tipici della gastronomia messicana o meglio dello street food messicano, tra cui i gustosi tacos che il locale propone con ripieno di formaggio fuso, salsa piccante e speziata a base di fagioli e “guacamole”, un’altra salsa messicana con avocado già usata ai tempi degli Atzechi. Le indispensabili tortillas fresche sono fornite da un pastificio messicano presente in Olanda. Ristorante e cocktail bar sono aperti sette giorni su sette fino a mezzanotte, ovviamente fatte salve le possibili limitazioni dovute a prescrizioni sanitarie legate al Coronavirus.

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