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  • Stefania Salvatore

Gli impressionanti numeri del turismo senior: perché trattare gli "over" come turisti di Serie B?

Il viaggio sembra diventato la migliore medicina naturale per la Terza Età.


Il maggior confort, unito al fatto che molti nuovi pensionati godono ancora di piena salute e ricchezza, i viaggiatori "senior" rappresentano un gruppo di turisti in crescita. Ma esigente.


Eppure, il target silver viene trattato (ancora da troppi operatori) come una clientela di ripiego o un riempitivo per la bassa stagione.


Niente di più sbagliato!


I senior di oggi hanno voglia di continuare a viaggiare, esplorare, dedicare il tempo libero alle proprie passioni e non a caso, secondo i dati elaborati da Lattanzio M&E, la spesa turistica degli italiani silver è stimata in circa 5 miliardi di euro (circa il 3% di quella non alimentare). A questi ne vanno aggiunti altri 5 provenienti dai senior stranieri.


Davanti a tali cifre non si può certo restare seduti in panchina: e infatti, dalla Spagna, arriva una proposta interessante. Si tratta di un programma appositamente studiato per il turismo senior. L’obiettivo ambizioso é quello di estendere il programma del turismo “over” a tutti i Paesi dell’Unione Europea.

L’ipotesi è emersa nel corso di un incontro informale tra i ministri del Turismo dell’Unione Europea. Oltre ad avere un alto potenziale in termini di flussi di visitatori (e quindi di business), il progetto contribuirebbe anche a rafforzare ed espandere il sentimento di cittadinanza europea.


Come ha ricordato il segretario di Stato per il Turismo Spagnolo, Fernando Valdés, l’iniziativa sarebbe rivolta a coloro che hanno più di 65 anni e «che oggi costituiscono il 21% della popolazione totale dell’Ue e dedicano al turismo il 5,6% del loro reddito».


Ma torniamo a noi: cosa si aspettano da una vacanza i turisti senior?


Prima dicevo che si tratta di una clientela esigente, che conosce il valore del tempo e sa che non le sarà concesso ripetere l’esperienza. Ha il senso del contratto, vuole che sia rispettato alla lettera e prova orrore per le scappatoie.


Spesso ansiosi e diffidenti - al fine di eliminare incertezze e imprecisioni -, prediligono le convenzioni “tutto compreso” e dove risulti cristallino il contenuto del “pacchetto”. Con loro è meglio sembrare ridondanti piuttosto che nebulosi.

Persino il prezzo degli extra e delle opzioni dovrebbe essere fissato in anticipo. Perciò niente sorprese di tipo economico.


Una volta rispettate queste regole elementari di onestà e buon senso, tuttavia, potranno restare ancora insoddisfazione e noia nell’animo dei clienti se quanto offerto non sarà altro che un servizio stereotipato e standardizzato.


D'altronde, generare disillusioni è contrario agli interessi dei viaggiatori...


Soprattutto con questo target: amano parlare, e quindi fanno da cassa di risonanza molto più dei giovani. Con estrema semplicità, però, enfatizzano anche le cattive esperienze.

È necessario, dunque, prendere coscienza delle potenzialità offerte dal turismo della Terza Età e stare più in campana rispetto a specifici bisogni.


Il prodotto turistico dovrà poi tener conto di alcune esigenze fondamentali, come la scelta del periodo climatico più idoneo, l'armonizzazione degli impegni e dei periodi di riposo, l'attenzione ai menù, la sicurezza, la previsione di tutti quei fattori che rimuovono preoccupazioni e la presenza costante di personale che sia il loro punto di riferimento sotto il profilo umano e psicologico.


Gli operatori dovrebbero instaurare rapporti basati su uno spirito diverso da quello del venditore occasionale: si tratta pur sempre di guadagnare fiducia, trovando soluzioni di viaggio e soggiorno che tengano conto delle vere esigenze di questo segmento.


E per scoprire le vere esigenze è indispensabile lavorare in profondità.


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Stefi