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  • Stefania Salvatore

Impennata di prenotazioni "sostenibili" da parte dei Promadic Travel: ecco chi sono e cosa vogliono

I fattori che influenzano il modo di viaggiare - di ciascuno di noi - sono in costante aumento: non solo in termini di preferenze per una tipologia di vacanza o la destinazione, ma anche per le dinamiche al di fuori dalla nostra sfera personale. Questo è quanto risulta dalle ricerche Google sugli spostamenti dei turisti.


Con il turismo che rappresenta l’8% delle emissioni globali di gas serra, però, per molti viaggiatori – soprattutto i giovani – un elemento sempre più determinante nel modo di viaggiare è il cambiamento climatico: per questo motivo scelgono il promadic travel.


“Promadic” è un neologismo angolosassone nato dall'unione delle parole “progressive” e “nomad”. Indica un nuovo tipo di viaggio e di viaggiatore, più consapevole e attento all’impatto che può avere sull’ambiente.


Potremmo definirla una nuova filosofia di turismo sostenibile, anche se non si tratta soltanto di salvare il pianeta. È una scelta consapevole perchè abbraccia l'utilizzo di nuove tecnologie e innovazioni, includendo nel modo di pensare il viaggio anche le principali questioni che interessano le società contemporanee: turismo eccessivo, trasformazione demografica, restrizione del volo degli aerei, connettività in espansione, diversità razziale e uguaglianza di genere.

Non esistono delle regole fisse quando si parla di promadic travel: rappresenta una mentalità che attraversa diverse identità ed è un metodo di pensare il viaggio pangenerazionale e internazionale.


Nonostante l'impatto positivo nelle destinazioni visitate sia il fine collettivo per i viaggiatori Promadic, i mezzi attraverso i quali questo scopo viene raggiunto possono differire da persona a persona (ma anche da generazione a generazione).


I promad della Generazione Z incentrati sulla sostenibilità, ad esempio, potrebbero preferire turismo di prossimità, edifici a energia positiva o ristoranti a chilometro zero. Per il 77% degli intervistati da Booking.com l’impatto ambientale del viaggio sulle destinazioni è un fattore fondamentale quando si decide dove viaggiare, mentre l’81% afferma di voler soggiornare in alloggi green o eco-friendly. Più di due terzi (63%) visiterebbe una destinazione meno conosciuta rispetto a una popolare se significasse avere un impatto minore sull’ambiente.

Il fattore tecnologico è un elemento cardine per questi viaggi, e dovrà essere flessibile, alimentato dal passaparola e dai social media, dalle esperienze di realtà aumentata (AR) e dallo smart banking.


Il modo di spostarsi, invece, guarda al passato: ricorda quello delle tribù nomadi perché si viaggia per terra e per mare piuttosto che inquinare ulteriormente l’aria.


In definitiva, chi sceglie il promadic travel non si vede come un turista-consumatore, ma come un viaggiatore che contribuisce all’arricchimento e alla tutela dell’ambiente e delle comunità locali.


Sono viaggiatori che non si chiedono cosa visitare, ma perché farlo.

Viaggiare secondo la filosofia del promadic travel equivale ad un’esperienza di viaggio più significativa, che punta al ripristinare piuttosto che all'esaurimento delle risorse. Da non sottovalutare l'idea di entrare in contatto non solo con le comunità locali, ma anche con l’intera community del promad.


All'overturism che devasta molte delle più famose città d’arte e diversi luoghi naturali sovraffollati, il promad preferisce l’undertourism: mete lontane dagli itinerari più battuti, destinazioni meno blasonate ma non per questo meno ricche di scoperte o meno instagrammabili, luoghi meno mainstream e più genuini che il turismo di massa non ha ancora snaturato.


A fare la differenza, però, non è solo la meta, ma anche il modo in cui raggiungerla e, una volta arrivati, i luoghi in cui soggiornare.


E non è tutto: anche il cibo fa la differenza ed è il motivo per cui puntare sul locale, possibilmente a chilometro zero.

È necessario, dunque, prendere coscienza delle potenzialità offerte dal turismo dei Promadic Travel. Forse non ne avevi ancora sentito parlare, ed è il motivo per cui ti consiglio di leggere sempre tutti i miei articoli... anche se pensi siano tanti!


La verità è che il mondo corre veloce e dobbiamo stare al passo se non vogliamo essere spazzati via da una concorrenza più attenta ai repentini cambiamenti nelle esigenze delle persone e dei viaggiatori.


E per scoprire le vere esigenze è indispensabile lavorare in profondità.


Personalmente lo definisco coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni...


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi