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  • Stefania Salvatore

In che modo i tratti di personalità influenzano il nostro modo di viaggiare?

A differenza del nostro temperamento, che come insegnano gli esperti é frutto delle caratteristiche che spiegano la nostra individualità fin da bambini, la personalità si struttura nel tempo, si definisce con gli eventi di vita e si adatta tra le richieste interne e le esigenze esterne. Fino a diventare qualcosa di sempre più definito.

Per questo motivo nasce l’affascinante interesse di capire meglio in quale modo la personalità possa influenzarci nello scegliere e vivere un viaggio. Quali sono allora le diverse personalità del viaggiatore?

La teoria dei Big 5 è la più accreditata in ambito scientifico e psicologico per definire la nostra personalità.

Sono 5 tratti, ognuno dei quali è un costrutto bidimensionale che racchiude le relative caratteristiche personali.


In ogni persona esiste perciò una combinazione di questi 5 tratti che, in grado diverso, definisce la nostra unicità.


In questo caso, descriviamo le note distintive della nostra personalità da viaggiatori:


1. Apertura mentale

Un punteggio alto in questo tratto ha tra le caratteristiche curiosità, preferenza per la novità e per le realtà complesse, indipendenza dal giudizio e ricerche di esperienze. La persona con queste qualità è un viaggiatore aperto alle culture, propenso a scegliere mete originali, sconosciute, avventurose, e ad immergersi nella conoscenza della popolazione locale con rispetto e tolleranza.


I punteggi bassi, invece, riguardano le persone più conformiste, pragmatiche e convenzionali. Saranno quindi viaggiatori orientati a esperienze e a mete più abituali, familiari e pratiche.

2. Stabilità emotiva

Il tratto in questione valuta la tendenza ad esprimere emozioni positive e a mantenere un umore costante.


Da un lato abbiamo una persona rilassata, sicura, resiliente, con una buona conoscenza e sicurezza di sé. Parliamo quindi di un viaggiatore consapevole dei propri gusti, fiducioso del proprio istinto e che usa le proprie emozioni come una bussola all’interno di un viaggio. Sarà dunque tenace di fronte agli imprevisti, vivendoli come una ghiotta occasione di crescita personale.


Il polo opposto, invece, mostra una persona ansiosa, insicura, ipocondriaca, propensa a provare emozioni negative e in linea di massima con una scarsa autostima. Identifica quindi il viaggiatore come timoroso, prudente, alla costante ricerca di rassicurazioni esterne e che si muoverebbe da solo con grande difficoltà.

3. Gradevolezza

Questo tratto esprime la modalità di relazione.

Un alto punteggio definisce una persona empatica, compassionevole, gentile e collaborativa. È un viaggiatore pronto ad immergersi nella vita locale per avvicinarsi e lasciarsi emozionare con grande accettazione e compassione. Indipendentemente dalla destinazione, questo viaggiatore sarà orientato dalla possibilità di entrare in contatto con la dimensione più umana di un luogo.


Il polo opposto di questo tratto indica invece una persona più cinica ed egoista, che identifica un viaggiatore indifferente alla realtà locale e propenso alla sola soddisfazione delle proprie esigenze.

4. Estroversione

Qui si valuta la disposizione nell’interagire, cioè il piacere provato nello stare in contatto con gli altri.


Un punteggio alto definisce una persona socievole, disponibile, loquace e amante del divertimento. La preferenza virerà su destinazioni le cui attrattive consentono di fare conoscenze e svagarsi senza timore nel mettersi in gioco in prima persona.


Un basso punteggio, invece, indica una persona sobria e quieta, più focalizzata sul proprio mondo interiore. Questo viaggiatore si sentirà a proprio agio in luoghi meno caotici, più appartati, meditativi e silenziosi, ovvero situazioni in cui non ci si sente al centro dell’attenzione e di cui si apprezza la riservatezza.

5. Coscienziosità

È il tratto che valuta la capacità di autoregolarsi nonché l’autocontrollo.


Un punteggio alto indica una persona organizzata, motivata al raggiungimento dei propri scopi, affidabile e scrupoloso. È un viaggiatore che ama cercare minuziosamente le informazioni su un luogo, ideale guida in un gruppo, che dirige le proprie risorse e sforzi alla buona riuscita del viaggio.


Al polo opposto troviamo, invece, una persona disorganizzata, pigra e volubile identificabile in un viaggiatore più incline a farsi condurre, raggiungere mete comode e di cui spesso trascura il contesto culturale-sociale-politico.

A questo punto potrebbe nascere una domanda spontanea.

Qualcosa come "Sono sufficienti i tratti di personalità per spiegare le scelte del nostro modo di viaggiare"?

La risposta è No!


Sarebbe infatti riduttivo limitarsi alla combinazione dei tratti di personalità per spiegare la scelta di un viaggio. Semmai, i tratti permettono di spiegare la propensione che ci spinge verso certi luoghi o esperienze, non certo l'intero processo psicologico che alla fine ci porta a scegliere davvero.


E questo significa che dietro alla scelta di un viaggio c’è molto di più...

La verità é che scegliamo di viaggiare in funzione di una certa inclinazione, della motivazione che ci spinge a partire, delle nostre caratteristiche demografiche, dell’immagine che auto-costruiamo di un luogo e di quella che abbiamo di noi stessi.

A queste variabili si aggiungono le caratteristiche della destinazione, spaziando dal tipo di attrattive e di esperienze offerte, alla situazione politica, al periodo dell’anno.


Personalità e viaggio: quale relazione?

In effetti la personalità pre-qualifica la “personalità del viaggiatore”: più o meno temerario, sicuro, organizzato, incallito o capace di emozionarsi. Questo ci rende più inclini a scegliere particolari mete o tipologie di viaggi.

Ad ogni modo, nulla vieta di modellare la personalità e allentare quei tratti che percepiamo stretti nella vita attraverso il viaggio. Ad esempio potremmo accettare mete diverse da quelle ideali, esperienze meno convenzionali o tipologie di viaggio che non avremmo mai considerato, spingendoci così alla scoperta di lati interiori potenzialmente nascosti.


Questi lati interiori potenzialmente nascosti, rovesciando la situazione da viaggiatore a professionista dell'accoglienza, facilitano l'individuazione di alcuni punti di stimolo nei confronti dei tuoi ospiti target.


Come sottolineo sempre, si tratta del coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle paure, delle speranze e dei bisogni... ... perché questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (spesso bassi) dei nostri diretti competitor.


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Stefi