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  • Stefania Salvatore

Islanda, tra ghiacci e geyser senza notifiche: un cavallo digiterà la risposta automatica alle mail

L'ultima pensata per chi non desidera farsi trovare durante le ferie? Un messaggio di risposta automatica.


Ma stavolta non avremo a che fare con i più classici "bot".


Infatti, a risponderci sarà un cavallo...


Ebbene sì: per tutti coloro i quali odiano essere molestati dalla fatidica suoneria nel momento in cui assaporano un paesaggio affascinante come quello dell'isola nordica (senza eguali nel pianeta), sembra essere questa la soluzione più opportuna.


Vuoi sapere a chi dobbiamo attribuire la stravagante idea?

Beh... Il merito è tutto dell'agenzia del turismo dell'Islanda.


E la trovata, a quanto pare, non è soltanto l'ennesimo trucco per scatenare il dibattito: non a caso il servizio, sottoscrivibile nel portale di Visit Iceland, conta già decine di migliaia di adesioni... in un solo giorno.

Dimentichiamo quindi il classico trillo o la notifica di disturbo sul più bello di un'escursione, una foto panoramica mozzafiato o un selfie.

Grazie ad "Outhorse your email", alcuni piccoli cavalli della razza isolana, tra i simboli del Paese (a volte chiamati pony per sbaglio), verranno indotti a "passeggiare" sopra apposite piattaforme collocate sulle vaste praterie del luogo e riconvertite in tastiere giganti.


Il collegamento alla centralina darà modo agli equini di imprimere i "messaggi" con il calpestio degli zoccoli. Poco importa se, al posto di un convenzionale "Sono assente dal ... al.... , lasciate un messaggio", l'interlocutore riceverà un DDDDEZASDDDDDD o un Zckwepejfd0'2dui20+s2j0'ì': la sensazione, chiara e netta, sarà quella del "non scocciatemi".


In questo modo l'ospite dell'isola potrà godersi la visita come mai prima.

L'iniziativa è stata presentata con un video, che su YouTube ha totalizzato 160mila visualizzazioni in pochi giorni.


Protagonista una turista-attrice, perseguitata da dozzine di email che la raggiungono durante il tour islandese: mentre fa trekking sul ghiacciaio Solheimaj, mentre fa un bagno in una pozza calda e mentre si scatta un selfie davanti a un geysir.


"Aiutare i viaggiatori a disconnettersi e apprezzare tutto quello che il nostro territorio ha da offrire, senza interruzioni", spiega la numero uno di Visit Iceland, Sigridur Dogg Gudmundsdottir, aggiungendo che l'idea ha preso corpo dopo che un'indagine demoscopica aveva evidenziato come il 55 per cento dei partecipanti controllasse la mail almeno una volta al giorno anche durante le vacanze.

Il servizio, offerto direttamente sul sito di Visit Iceland, offre la possibilità di scelta tra tre esemplari di equino islandese. Diverso colore e ognuno con un nome proprio: c'è il cavallino che "digita veloce ma a volte si appisola", c'è quello "efficiente, assertivo, dalle chiome splendenti", infine c'è quello "addestrato nell'uso di parole d'ordine aziendali".


Premendo su una delle tre immagini a scelta, appare il modulo dove fornire generalità, indirizzo mail e periodo durante il quale si desidera disconnettersi.

Quello che forse tanti non sanno è che Visit Iceland non è certo nuova alle campagne promozionali ad alto tasso di viralità. Nel giugno 2020, in piena pandemia, incoraggiò gli islandesi (e non) a sfogare la propria frustrazione urlandola attraverso un'app, per essere poi diffusa tramite altoparlanti collocati in sette tra i siti-icona dell'isola.

E quando all'alto tasso di viralità corrisponde un alto tasso di vendite...


Non possiamo far altro che toglierci il cappello come segno di assoluto rispetto.


Tuttavia, dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola della viralità come deriva della creatività fine a sé stessa.


NON c’è nulla di male nel voler rendere un contenuto virale… a patto che comunichi un’argomentazione di marketing (valida) legata al prodotto/servizio.


Solo che è un gioco per veri professionisti del settore, non per persone alle prime armi.


Dico davvero: trovare la giusta alchimia tra contenuto virale e contenuto che vende è un gioco da veri professionisti, con una difficoltà fuori dal comune.


Fortunatamente per te, un breve assaggio di queste strategie puoi trovarlo nel mio libro,

Metodo Hospitality.

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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi