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  • Stefania Salvatore

La Thailandia chiude le porte a chi prenota tramite Booking. E se succedesse in Italia?

Aggiornamento: 19 feb

Le autorità thailandesi hanno deciso di vietare l'ingresso ai turisti che prenotano alberghi sulla piattaforma Booking.com.

"Per favore, evitate di effettuare prenotazioni alberghiere mediante Booking.com, in quanto esse non rispettano completamente le normative d'ingresso in Thailandia e potrebbero comportare ritardi nella considerazione delle domande", si legge in un annuncio sul sito web del governo thailandese che rilascia i codici QR con cui entrare nel Regno.

I media spiegano che bisogna prenotare soltanto negli alberghi che fanno parte del sistema SHA+, luoghi in cui è necessaria la permanenza di sette giorni dopo l'ingresso in Thailandia.


Inoltre, Booking.com non disporrebbe dell'opzione di acquistare il pieno elenco dei servizi, che include anche il trasferimento dall'aeroporto all'albergo nonché i due test molecolari necessari.

La modalità d'ingresso - che comprende una settimana di quarantena per i turisti vaccinati - interessa Phuket e, a partire dall'11 gennaio, anche le province di Krabi, Phang Nga e Surat Thani.

Ora: a me dispiace per i gestori Thailandesi che dovranno rinunciare ad abbracciare i propri ospiti e a vedersi sottratti i propri ricavi.


Tuttavia, anche da queste vicende portiamo a casa un'importante lezione: dipendere unicamente dalle OTA (Booking in questo caso) perché accecati dall'illusione che sfornino clienti al posto nostro... è come camminare sul filo di un rasoio dorato.


Affascinante, suggestivo, attraente... ma al tempo stesso dannatamente pericoloso.


Quando non si possiede un sistema aziendale ottimizzato per attrarre con costanza nuovi potenziali clienti, il rischio di inciampare su soluzioni facili ma distruttive per il brand... schizza alle stelle.


È vero, questi ospiti avevano utilizzato la piattaforma per prenotare il proprio soggiorno. Il disservizio, però, lo ricevono dalla struttura scelta. La fedeltà verso le OTA resterà invariata mentre punteranno il dito contro gli annunci ingannevoli delle strutture alberghiere, colpevoli di "non aver fornito informazioni precise per il viaggio".


Il fatto che sia successo in Thailandia deve accendere una sirena perché crea un precedente.


Perché di solito, dal precedente, si innesca una reazione a catena.


Anche altri paesi, sfruttando l'esempio thailandese, potrebbero impedire l'accesso a chi ha prenotato tramite determinati portali.


E se succedesse anche in Italia?


Se una struttura dovesse trovarsi a secco di ospiti per l'imposizione di un governo o di una qualsiasi altra autorità... basata sulla provenienza della prenotazione?


Ecco perché insisto sull'importanza della diversificazione dei canali: è accettabile perdere una piccola fetta di ospiti a causa di interventi che non possiamo gestire e che non dipendono dal nostro controllo. Quello che non è accettabile è delegare a terzi l'attività vitale per ogni impresa, a prescindere dal settore di appartenenza: l'acquisizione clienti.

L'acquisizione clienti è un asset imprescindibile per ogni struttura ricettiva alberghiera o extra-alberghiera: espando questo concetto tra le pagine del mio libro, Metodo Hospitality.


Il mio consiglio è investire nella tua professionalità e unicità, lasciandoti ispirare da una delle ultime copie disponibili (sì, sto già lavorando alla versione 2.0 del Metodo).


Quindi, se non l'hai ancora acquistato, puoi trovarlo qui.

L'acquisto del libro rappresenta lo step zero, ovvero il portale d'accesso nel magico mondo dell'accoglienza professionale. Ti garantisco che, da lì in avanti, tutto dipenderà esclusivamente da quanto tempo e impegno vorrai dedicare alla corretta applicazione del Metodo.


In attesa di brindare al tuo successo ti mando un grande abbraccio,

Stefi