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  • Stefania Salvatore

Nascerà nel Colorado il primo hotel Carbon Positive degli Stati Uniti. Scopriamolo insieme

Oltre al settore turistico, anche quello dell’architettura si sta preparando alle nuove sfide di un mondo in cui la sostenibilità sarà una parola chiave dominante.


Quasi ogni nuovo progetto, infatti, prevede ormai l’impiego di tecnologie green, così da pesare sempre meno sull’ambiente.

Uno degli ultimi presentati riguarda un hotel nel Colorado che sarà completamente carbon positive. Infatti, entro il 2023, la città di Denver vedrà la costruzione del primo hotel Carbon Positive degli Stati Uniti.


Progettato dallo Studio Gang e realizzato dagli sviluppatori di Urban Village, l’hotel Populus, dalle piante di Pioppo tremulo tipiche della zona, è pronto a diventare un nuovo punto di riferimento per i viaggi sostenibili.


Alla base del progetto la risposta alle esigenze dei viaggiatori contemporanei, consapevoli delle sfide ambientali e più attenti ai consumi.


L'esterno dell'hotel sarà ispirato agli alberi che tradizionalmente vengono associati all’Ovest degli Stati Uniti:

“La forma caratteristica delle finestre è informata dal processo di crescita degli alberi di pioppo, grande emblema dell’ecologia del Colorado. Man mano che gli alberi crescono più alti, lasciano infatti segni scuri a forma di occhi sui loro tronchi, e al tempo stesso perdono i rami inferiori. Il motivo delle aperture si interseca al ritmo e alla trama della facciata – ogni smerlo verticale segna la larghezza di una camera d’albergo – per conferire all’edificio il suo aspetto dinamico e accogliente,” afferma Jeanne Gang, fondatrice di Studio Gang, MacArthur Fellow e tra le prime 100 personalità più influenti rilevate dal Time.
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Il design eco-consapevole dell’edificio prevede l’impegno di piantare l’equivalente in alberi (oltre 5mila acri di foresta) per compensare un’impronta ambientale di circa 2mila metri cubi di emissioni e filtrare ulteriormente l’atmosfera dall’anidride carbonica.


In aggiunta alle 265 camere, troveremo all’ultimo piano anche un bar e un ristorante con vista panoramica sulle montagne e sullo skyline della città, spazi commerciali e per eventi.


Da carbon neutral a carbon positive

È il desiderio di cambiare che ha spinto gli sviluppatori ed i progettisti a superare il concetto tradizionale di carbon neutral. Il primo hotel carbon positive degli States non smetterà di guardare agli aspetti sostenibili.


Ispirato ai Pioppi del Colorado

La facciata è il segreto della sua efficienza. L’ispirazione arriva dalle stesse piante che gli danno il nome, Populus tremuloides. I tipici “occhi” disegnati sulle cortecce dai rami che si staccano man mano che l’albero cresce, si trasformano nelle aperture dell’edificio.


Ogni finestra è protetta da una schermatura sovrastante, definita “lids” (palpebra).

Queste lids sono ideate per far scorrere l’acqua piovana lungo i lati delle finestre, permettendo all’edificio di restare sempre pulito.

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Ridurre l’impronta di carbonio


L'intera struttura sarà realizzata con calcestruzzo a basse emissioni integrato da materiali ad alto contenuto riciclato. Il fotovoltaico e la tecnologia innovativa conterranno i consumi.


Altra caratteristica interessante sarà la copertura a verde. Una terrazza piantumata con vegetazione locale provvederà a rinfrescare naturalmente l’edificio.

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La prospettiva dei viaggiatori eco-friendly

Una parte consistente della letteratura internazionale sull’ecoturismo è costituita dagli studi nella prospettiva del market segmentation: l’ottica caratterizzante è quella che vede l’ecoturismo nella sua veste di ‘prodotto’ da promuovere attraverso l’identificazione di tipologie di consumatori potenzialmente interessate ad “acquistarlo”.


Ecco perché diventa fondamentale scoprire aspettative ed esigenze.


Come sottolineo sempre, si tratta del coraggio di osare: capire l'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle paure, delle speranze e dei bisogni... ... perché questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (spesso bassi) dei nostri diretti competitor.


Ne sono sicura: a quel punto potrai dire di conoscere davvero il tuo ospite target e lo aiuterai a districarsi al meglio in mezzo alla giungla di proposte inutili (e talvolta poco chiare).


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi