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  • Stefania Salvatore

Netflix taglia i costi e punta su un personale poco qualificato ma ambizioso: sarà la mossa giusta?

Password condivise, abbonamenti annullati, competitor che mordono le caviglie.


Dopo i licenziamenti di giugno, con 300 persone lasciate a casa dall'oggi al domani, l'agonia di Netflix sembra non avere fine. Stando alle ricostruzioni del Wall Street Journal, il gruppo starebbe mettendo a punto altre misure di contenimento e razionalizzazione dei costi, fra cui l’ottimizzazione delle spese per il cloud. L’azienda deve far quadrare i conti e dotarsi di risorse più al passo con l'unica strategia di business che mira a far crescere la propria base abbonati.


L'operazione, come si può facilmente intuire, prevede varie linee d’azione: migliorare la gestione delle proprietà immobiliari, i programmi promozionali, l’ottimizzazione delle spese in cloud computing e le risorse umane.

https://www.polygon.com/23272747/netflix-subscribers-cancellation-competition

In particolare, l'ultimo punto è molto curioso: Netflix vuole assumere personale meno qualificato – dagli stagisti ai neolaureati – come parte di un’iniziativa ampliata di reclutamento dei “talenti emergenti”. E pensare che all'inizio le priorità dei candidati consistevano nel possedere skill e professionalità specialistiche...


Inoltre, il piano di riduzione dei costi di Netflix si estende al software e alle spese tecniche.


L’azienda ha già tagliato alcuni investimenti nel software sviluppato internamente per l’uso nella produzione di contenuti originali, eliminato gradualmente uno strumento di pianificazione sul set e consigliato ai dipendenti di prestare maggiore attenzione al numero di licenze software che pagano, perché ciascuna può costare migliaia di dollari.

E le parole di Spencer Neumann, Chief Financial Officer di Netflix, non lasciano spazio a dubbi: “Stiamo cercando di essere intelligenti e prudenti per riflettere la realtà della crescita dei ricavi dell’azienda”.


Il problema principale, quando si ha a che fare con potenziali futuri talenti, è nell'alta aspettativa che si viene a creare da entrambe le parti. Purtroppo bisogna guardare in faccia la cruda realtà: uno studente appena uscito dal sistema scolastico si ritrova con un titolo che, molto spesso, non combacia con le competenze richieste dal mercato.


Le competenze digitali e lo sviluppo di soft skills come intelligenza emotiva, problem solving, adattabilità, lavoro di squadra, sono requisiti poco approfonditi dagli istituti scolastici e universitari, ancora fermi agli approcci richiesti dalla produzione industriale su larga scala. Tuttavia, quei presupposti hanno senso soltanto quando una mansione rimane la stessa per l’intera età lavorativa del dipendente, senza aggiornamenti tecnologici. Probabilità - oggi - molto vicina allo zero.


E che, tornando a noi, riflette alla perfezione le continue emorragie legate alla mancanza di quei collaboratori pronti a scatenare la forza dirompente delle strategie di accoglienza.


Tematiche che vengono trattate in maniera superficiale, come se fossero esclusivo appannaggio delle grandi catene. E invece no.


Anzi...

Per correggere questo pensiero distorto ho dato vita al mio ultimo sforzo bibliografico,

Brain Positioning.


A giudicare dai primi feedback ricevuti, posso dirti che é un libro concreto, pratico e che va dritto al punto senza troppi fronzoli.


E che risolve tanti dubbi in cambio di una cifra veramente ridicola.


Quindi, a meno che tu non voglia rimandare ulteriormente la tua sete di conoscenza e successo, la soluzione più logica è approfittarne adesso con un semplice clic su questo link: Brain Positioning

In questo momento non ho nulla da prometterti come Bonus o offerte speciali...


... ma ti giuro che mi muoverò in prima persona per ricompensarti come meriti.


Ad ogni modo hai pieno potere decisionale. La scelta è tua e soltanto tua.


Ti ricordo il link: Brain Positioning


Un abbraccio e buon lavoro,


Stefi

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