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  • Stefania Salvatore

Niente Scia e nessuna segnalazione presenze alle questure: continua la caccia alle strutture abusive

Quello dell'abusivismo ricettivo è un serio problema: negli ultimi anni, oltre ad aver acceso molteplici dibattiti politici, ha portato disagi a tutto il sistema turistico nazionale.


Le associazioni di categoria (Federalberghi e Federturismo in testa), oramai stanche dei danni che l'economia sommersa porta alle strutture regolari, ricercano e propongono soluzioni, chiedendo persino l'intervento del Ministro del Turismo.


Nel tempo, alcuni software innovativi - tramite un sofisticato sistema di estrazione e di incrocio dei dati reperiti nelle OTA - permettono un confronto con le liste delle strutture regolari individuando così quelle strutture che operano illegalmente.

La questione tocca ogni Regione e cittadini di qualsiasi nazionalità e genere: i furbetti sono ovunque e lungi da me discriminare chicchessia.


In termini di tempo, l'ultima sanzione (da 1.666,66 euro) riguarda una donna russa 40enne che ha trasformato un alloggio privato in un Bed&Breakfast abusivo. Succede a Udine.


Avviate le verifiche, dopo diversi sopralluoghi, gli addetti al controllo si sono resi conto di come la camera fosse prenotabile tramite AirBnB, il portale di prenotazioni su cui la camera era recensita decine di volte e i pagamenti potevano avvenire attraverso PayPal.


Peccato che agli uffici comunali non è mai arrivata la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), indispensabile per le strutture ricettive. Oltretutto non risultava neppure una comunicazione riguardo i nominativi degli ospiti in Questura, come da normativa vigente.

La donna, quindi, è stata sanzionata per l'assenza della Scia. Tuttavia, la mancata comunicazione delle generalità delle persone alloggiate prevede una sanzione penale.

Gli organi competenti valuteranno, inoltre, i risvolti fiscali di questa condotta.


Situazione analoga nella capitale: un bed & breakfast abusivo nel pieno centro di Roma,

a poche centinaia di metri da Villa Borghese, senza alcuna autorizzazione per svolgere attività ricettiva.


I carabinieri hanno identificato il responsabile del b&b abusivo, un cittadino del Bangladesh, e hanno applicato una sanzione amministrativa da 3.333 euro oltre alla chiusura della struttura, visto che nemmeno in questo caso sono stati comunicati i nominativi delle persone ospitate. Per il gestore è scattata la denuncia.

Spostandoci verso Nord, non va meglio a Savona e provincia. Delle sette attività ricettive controllate di recente sono risultate tutte completamente abusive.


Una struttura operava da oltre cinque anni senza aver mai regolarizzato la propria posizione. Un Bed & Breakfast, invece, era ospitato nella casa della sua “proprietaria” e veniva regolarmente pubblicizzato sui portali dedicati senza osservare alcun tipo di adempimento amministrativo e fiscale. In un altro caso, una struttura dichiarata a conduzione familiare si è scoperta una gestione di fatto imprenditoriale, con quattro stanze anziché tre (come formalmente dichiarato) e quindi senza il rispetto degli obblighi previsti dalla legge. Ancora, un titolare ometteva sistematicamente la trasmissione alle autorità delle comunicazioni obbligatorie relative agli ospiti.


Nessuno di questi titolari dei Bed & Breakfast abusivi aveva mai presentato agli uffici comunali la prevista SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), omettendo anche di pagare i tributi locali (IMU, TARI, Imposta di Soggiorno, ecc.) nella misura dovuta per le strutture ricettive.


Naturalmente nessun ricavo veniva dichiarato al Fisco né venivano comunicate alla Questura le generalità degli ospiti, in violazione delle norme in materia di sicurezza pubblica e antiterrorismo.

Eppure, tutte queste strutture ricettive erano pubblicizzate su alcuni siti Internet specializzati, con indicazioni chiare sui recapiti telefonici dei gestori, le disponibilità giornaliere e le tariffe applicate. Sui portali non mancano le numerose recensioni lasciate dagli ospiti, a testimonianza della redditizia attività svolta.


Tutto questo significa che puoi scegliere di svolgere questo mestiere come un professionista (abbracciando i concetti dell'accoglienza superlativa) oppure rischiare la sorte pensando "Ma figuriamoci se verranno proprio da me".


Solo che, mentre dieci anni fa quella probabilità era remota, oggi l'intelligenza artificiale in dotazione ad agenzia delle entrate di concerto con la GdF permette incroci immediati di prenotazioni, recensioni ed effettiva esistenza della licenza.


Ma visto che questo settore gode di agevolazioni fiscali molto elevate (come per esempio l'inquadramento fiscale del regime forfettario, una tassazione ridotta con aliquota flat del 15% o del 5% per chi avvia un'attività senza obblighi di contabilità ordinaria, senza applicazione di IVA e ritenute d'acconto)... secondo me non vale la pena rischiare.

E considerando il marketing (così da acquisire direttamente il cliente senza passare per le OTA)... senza partita IVA non potrai compiere tutte quelle azioni che ti permetteranno di distinguerti dalla concorrenza e attrarre il tuo pubblico target.


Ti ricordo alcune attività dalle quali saresti escluso rimanendo nel limbo degli "improvvisati" e che ti terranno all'oscuro dalla ricerca attiva:

  • non potrai installare un'insegna;

  • non potrai avere un sito internet;

  • non potrai fare advertising;

  • non potrai stare nelle OTA (ti accettano, ma leggendo bene i contratti scoprirai che molto "in piccolo" attribuiscono a te la responsabilità di dimostrare al fisco e agli Enti la validità della licenza);

  • non potrai noleggiare biancheria;

  • non potrai avere dipendenti a supporto per pulizie ecc;

  • non potrai erogare la colazione (non otterrai una valida licenza HACCP).


In definitiva voglio dirti che l'accoglienza non è un gioco, non è un passatempo, ma una vera attività professionale. E bisogna comportarsi da professionisti per adeguarsi ad un mercato che richiede - in primis - una licenza e soprattutto un'adeguata formazione in termini di ospitalità (ormai ogni associazione di categoria è in grado di erogare il servizio).


Per una formazione più specifica e improntata al marketing sai bene che ci sono io, mentre per tutti gli adempimenti ti consiglio di partire dal libro dell'amico Gian Luca Murgia.


Puoi trovarlo qui: link libro adempimenti.


Un grande abbraccio e buon lavoro,

Stefi

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