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  • Stefania Salvatore

Perché i viaggi on the road sono considerati tra i migliori per un contatto intimo con la natura?

Viaggiatori si nasce (e si diventa). Aldilà di quello che ci spinge a fare la valigia e partire, sempre più turisti considerano il viaggio migliore quello "on the road".


"Se viaggiare è una delle vostre attività preferite, sappiate che il migliore modo di farlo è quello on the road, senza se e senza ma", scrivono nei portali dedicati.


Parole forti, senza dubbio. Anche se il nostro sforzo sarà quello di concentrarci sul perché questa modalità di viaggio venga considerata - per eccellenza - quella che consente un contatto più intimo con la natura, oltre ad offrire la possibilità di vedere dei paesaggi incredibili rimanendo sopra un mezzo comodo nella totale privacy.

Il camper è - probabilmente - il mezzo che consente di godere una vacanza unica nel suo genere, liberandoci dai tantissimi vincoli di un viaggio tradizionale.


Pensando ad un viaggio on the road è facile immaginare un gran senso di libertà: un viaggio all’insegna delle bellezze naturali senza preoccuparsi delle camere d’albergo e di tutto quello che ruota intorno alle prenotazioni e ai possibili fastidi/disguidi.


Negli ultimi anni ci sono stati dei veri e propri picchi di viaggi all’avventura, forse perchè offrono tantissimo, specie sotto l'aspetto della gestione delle tappe e delle esperienze di viaggio genuine e uniche.

Dando uno sguardo ai dati, stando a quanto rilevato quanto rilevato dall’European Caravan Association, in Italia da settembre 2020 ad agosto 2021 i camper, caravan ecc, sono aumentati del 13,8%. In Germania del 16,8% e in Francia del 25%.

Chi preferisce il viaggio in camper ama il senso di libertà e lo vuole ritrovare: parliamo di chi ama quei viaggi che ci mettono di fronte a situazioni nuove dove, oltre ad aver visitato un luogo nuovo, avremo un’esperienza da raccontare.


Ma guardiamo il lato pratico: perchè scegliere un viaggio in camper rispetto ad uno più tradizionale e classico? Perché preferire l'on the road rispetto ai comfort e alla disponibilità delle strutture ricettive?


Parlavamo di libertà e quindi di carta bianca su tutto. Inoltre bisogna pensare al fatto che la comodità, nei viaggi più avventurosi, viene sacrificata senza troppi patemi d'animo. Totale privacy e vicinanza con la natura quindi, un modo genuino di vivere il viaggio.

Questa modalità di trascorrere le vacanze ha il totale sapore dell'avventura ed è ideale per chi ha bambini o animali domestici; si tratta di turismo e relax vissuti nel modo che più ci aggrada, infatti sempre più italiani decidono di trascorrere le ferie in camper sia per visitare il nostro paese sia per recarsi all'estero.


Un totale di oltre 5 milioni di persone partono in camper e i motivi che spingono a scegliere il camper sono diversi. Abbiamo già evidenziato il contatto con la natura: bisogna aggiungere la possibilità di svegliarsi ogni mattina in un posto diverso, senza fossilizzare le vacanze sulla stessa spiaggia e nella stessa località per tutto il tempo.


Camper significa prati, spiagge, paesi e località mai visitate. Ma anche ammirare il cielo da vicino e respirare aria meno inquinata, allontanandosi dai centri abitati in maniera differente e - forse - più divertente .

La vacanza per i camperisti non si vive prefissandosi una destinazione o un percorso preciso: si parte e si seguono le strade a seconda dell'ispirazione del momento. Per viaggiare in questo modo è comunque necessario essere attrezzati con delle guide che possono mostrare in maniera efficace percorsi, strade, autostrade, e le varie piazzole di sosta.


Tuttavia, come per gli altri viaggiatori, dovremo stare attenti alla tipologia di servizi offerta. Un occhio di riguardo quindi alle docce, ai sanitari, alle piazzole, alle aree di manovra, agli orari di un eventuale market interno o ad un servizio supplementare per giorni e orari particolari. Insomma, non si lascia nulla al caso.


Come al solito si tratta di trovare il coraggio per osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni... ... perché questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (bassi) dei competitor.


Ne sono sicura: a quel punto potrai dire di conoscere davvero il tuo ospite target, aiutandolo ad orientarsi in mezzo alla giungla di proposte (spesso simili) contro le quali si imbatte tutti i giorni.


Ed è il motivo per cui, dopo 10 anni di studio e applicazione, ho creato "La bussola della gestione dell'ospite", adatta a tutti quegli operatori del settore accoglienza che desiderano ottenere soltanto ospiti felici ed aiutarli sinceramente.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi