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  • Stefania Salvatore

Raddoppiare la velocità delle tratte e dimezzare i tempi di percorrenza: ecco i viaggi supersonici

Negli anni Sessanta e Settanta avevano provato a viaggiare più veloce del suono, anche se ogni volo supersonico costava più di ventimila dollari per passeggero e la tematica legata all'impatto ambientale era meglio sorvolarla del tutto.


Fu un fallimento totale, tanto che quella tecnologia fu riciclata per il solo impiego in campo militare. Ma oggi tutto potrebbe cambiare.

A distanza di mezzo secolo, che per la tecnologia è un tempo enorme, sono cambiati i materiali (ai metalli si è aggiunta la vetro-resina), sono cambiati i combustibili, (molto più efficienti) e si è aggiunto il controllo elettronico per monitorare il volo nei minimi dettagli, migliorando così sia la resa sia la sicurezza.


Ecco perché, con ogni probabilità, il volo supersonico approderà finalmente nel mondo dei viaggi e l'evento si verificherà tra pochissimo tempo.

Non a caso, l'odierna industria del trasporto aereo è in crisi, con debiti che hanno affossato le casse delle compagnie aeree e tutto questo ha permesso l'aumento continuo della ricerca di soluzioni alternative.


Ad esempio, un volo dall'Europa all'Africa del Sud oggi dura circa 12 ore, diventando impossibile da sostenere per chiunque sia anziano o abbia condizioni di fragilità.


Sempre più persone trovano giusto il fatto di far durare questi voli molto meno, e la stessa idea abbraccia i voli tra l'Asia e l'America.


Ed è proprio qui che arriva l'aiuto del volo supersonico.


Un nuovo gruppo di start-up - che prende il nome di Boom Supersonic - coglie la palla al balzo iniziando a lavorare ad aerei supersonici e ipersonici.


Si tratta di strutture estremamente veloci, capaci di raggiungere i 10 mila chilometri orari (addirittura 11 mila nel caso dell'ipersonico): undici volte più veloci degli aerei di linea odierni, che hanno una velocità di crociera che si aggira intorno ai mille chilometri orari.

Boom Supersonic ha quindi "lanciato" il suo primo aereo dimostrativo, l'XB1, e gli investimenti di oltre 6 miliardi di dollari spingono analisti ed esperti del settore aereo a scommettere nel suo successo.


Immagina andare da Roma a New York in sole due ore. Oppure un volo dagli Stati Uniti all'Australia (attualmente la tratta più lunga al mondo) che passerebbe a una durata di sette ore, quando oggi ce ne vogliono il triplo...


Il CEO Blake Scholl, parlando dei nuovi aerei, sostiene che entro il 2026 vorrebbe avere il suo aereo di linea definitivo e da lì in poi volare in tutto il mondo.


Il primo prototipo di Boom Supersonic ospiterà tra le 65 e le 88 persone, si chiamerà "Overture" e verrà impiegato su oltre 500 rotte transoceaniche in modo da riuscire a sfruttare per intero la velocità del mezzo.


Ad una domanda dei giornalisti della CNN, lo stesso Scholl ha affermato "O falliamo o cambiamo il mondo".

Sarò sincera: mi piacerebbe vedere la stessa sfrontatezza di Scholl anche nel settore dell'accoglienza.


Fare di tutto per gli ospiti pur di trasformare il modo di accogliere - non sempre all'altezza delle aspettative - e rischiare di fallire oppure cambiare davvero l'intero ecosistema turistico.


Io cerco di dare il mio contributo attraverso la divulgazione dei miei pensieri in questo blog, affiancando podcast radio, eventi dal vivo, webinar, dirette sui social e presentazioni di libri.


Infatti, a breve, ci sarà la presentazione del mio ultimo sforzo scritto, Brain Positioning.


Per la speciale occasione, il mio team ha deciso di offrire un regalo a chi contribuirà alla sua divulgazione in forma attiva. Sì, è una prova basata sulla fiducia.


E in fondo non c'è niente di sbagliato in questo...


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A te la decisione.

La scelta è tua e soltanto tua.


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Un abbraccio,

Stefi