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  • Stefania Salvatore

Sono queste le ragioni che spingono gli stranieri a viaggiare in Italia?

“È il territorio la vera materia prima del turismo, e proprio per questo va veicolato e raccontato. Oggi, data la vastità e la varietà dell’offerta delle destinazioni e delle tendenze di fruizione, non si può più parlare di turismo, ma di turismi, e bisogna quindi considerare anche una pluralità di comunicazioni, tale da coprire il ventaglio sempre più allargato delle platee interessate”.


Parola del professore Vincenzo Zulli, coordinatore Business Development Turismo dell’Università Cattolica, che ha appena presentato a Milano la seconda edizione dello studio “Scenari e sfide per il turismo post pandemia. La riscoperta dell’Italia: media e territorio tra città, regioni e luoghi intermedi”.

L’indagine presenta risultati confortanti: nonostante le incertezze (pandemia, guerra, inflazione, caro-energia), il turismo continua a dimostrarsi strategico per l’economia nazionale, con un saldo 2021 comunque positivo.


“Una performance che conferma la persistenza del brand Italia nell’immaginario dei turisti e dei viaggiatori. Adesso si sta vivendo il rimbalzo, dopo due anni di stop, ma le previsioni a medio-lungo termine sono ancora complicate. L’Italia, è vero, è top of mind, ma è una posizione pur sempre contendibile”.


La ricerca della Cattolica ha viaggiato lungo tre assi principali: il contesto pandemico e post-pandemico e la riconfigurazione degli stili e modelli di turismo; la ri-scoperta dei territori intermedi come segno della vitalità, ricchezza e diversificazione dell’offerta attrattiva italiana; la capacità dei contenuti multimediali di generare appeal per le destinazioni.

Italy is better


Per gli europei l’Italia si conferma prima scelta per un viaggio o vacanza, con oltre il 60% delle preferenze. Il 72% ritiene certo o altamente probabile un viaggio in Italia nei prossimi 2-3 anni. Ed è significativo il fatto che, anche durante la pandemia, l’Italia è stata scelta come meta per una vacanza da un cittadino europeo su tre, con particolare propensione dei cittadini tedeschi (37%).


I dati ci dicono che le cose vanno bene: per la prima volta dopo molti anni abbiamo un dato di riempimento delle strutture ricettive superiore di 10 punti percentuali rispetto alla Spagna, nostro concorrente diretto”, – dice il ministro al Turismo, Massimo Garavaglia.


Sarebbero quattro i fattori che hanno aiutato l’Italia a mantenere la preminenza: capacità di riposizionarsi tra i Paesi più virtuosi a gestire l’emergenza; Paese raggiungibile anche con le nuove abitudini di viaggio, con maggiore utilizzo dei mezzi privati; combinazione di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere; possibilità di essere raggiunti anche con programmazione short term (sottodata).

Motivazioni


Il desiderio di relax e svago resta dominante (89%), anche se combinato con la ricerca di avventura ed esplorazione e il desiderio di conoscere luoghi mai visitati prima.


Il turismo balneare rimane comunque un must per oltre l’80% degli europei: tuttavia, in termini relativi, è cresciuta la preferenza per il turismo montano e lacustre, per il turismo rurale e per il turismo lento e sostenibile lungo cammini, ciclovie e trekking, tutte modalità che raccolgono tra il 50% e il 60% delle preferenze.


Negli ultimi due anni di pandemia i cittadini europei più propensi a restare entro i confini della propria nazione per un viaggio sono stati soprattutto gli italiani (87%; il 34% addirittura dentro la propria regione di residenza).

On air


Nella modellazione dei nuovi trend turistici, lo studio conferma come il ruolo del marketing sia decisivo nel generare attrattività e interesse: per il 35% riconferma la preferenza dei viaggiatori fedeli verso mete note e per il 55% genera desiderio e piani di vacanze verso nuove mete.


Sinceramente, lo trovo più che normale: quale sarebbe altrimenti lo scopo del marketing, se non quello di evolvere la "verità detta bene" in una promessa credibile e apprezzata?


Non a caso, gli operatori dovrebbero instaurare rapporti basati su uno spirito diverso da quello del venditore occasionale: si tratta pur sempre di guadagnare fiducia, trovando soluzioni di viaggio e soggiorno che tengano conto delle vere esigenze degli ospiti.


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Stefi