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  • Stefania Salvatore

Statistiche per il turismo nell'anno 2022: brilleranno i campeggi glamour?

Secondo le statistiche del marketing turistico nel 2022 brilleranno i campeggi glamour per soggiorni all’aria aperta.

Sembrerebbe infatti che le vacanze outdoor godano di una grande richiesta. Questo perché, nel corso del 2021, i soggiorni all’aperto in Italia e in Europa hanno registrato un’enorme crescita - spinta con forza dall’effetto pandemia -. Alle strutture tradizionali i viaggiatori hanno preferito il glamping, sintesi di “glamour e camping”, definizione immediata per comprendere il nuovo trend vacanziero che unisce l’amore per l’avventura in mezzo alla natura senza però rinunciare al lusso.

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Dalle eleganti tende safari di Venezia alle yurte mongole sulle Alpi, fino agli chalet dog-friendly a pochi passi dai castelli della Loira: sono tantissime le offerte per vivere un’esperienza di campeggio-chic ed eco-sostenibile che ha visto nell’anno appena finito un aumento dell’84 per cento dei pernottamenti nel terzo trimestre del 2021 rispetto al 2019.


A registrare questi dati è Pitchup.com, la più grande piattaforma europea di prenotazione per soggiorni all’aperto che - già per il 2022 - prevede un ulteriore crescita di prenotazioni in Italia e in Europa non solo “causa covid”, ma anche perché il glamping ormai viene percepito dai viaggiatori come una soluzione più sicura, sostenibile e salutare per molteplici fattori.


In primis per l’opportunità di stare all’aria aperta, poi per la superficie più estesa (a garanzia di un corretto distanziamento sociale) e infine per la lontananza dalle aree residenziali più congestionate. Come se non bastasse, il glamping ha dimostrato di avere un impatto ambientale inferiore rispetto ad altre tipologie di strutture ricettive, e questo diventa un fattore chiave per i viaggiatori più sensibili alla tematica legata all'eco-sostenibilità. L’impronta di carbonio tende a essere più bassa rispetto ai soggiorni in hotel anche grazie all’utilizzo di energia rinnovabile, ai livelli di riciclo e a una mentalità “slow food&travel”, che promuove i prodotti locali e le attività a basso impatto come le camminate e le escursioni in bike e a cavallo.

Come puoi constatare da queste poche righe, la percezione indirizza le scelte. Succede per la pianificazione del viaggio, per la destinazione, per la struttura, per l'aspettativa creata, per un soggiorno memorabile. Ma non è tutto oro ciò che luccica.


Le percezioni, in quanto soggettive, non possono diventare oggetto di discussione. È il classico caso in cui noi pensiamo di aver fatto tutto al meglio ma, inspiegabilmente, l'ospite non è soddisfatto. Non è felice. Succede spesso ed è una tematica ricorrente per tutti i settori. Con una piccola differenza: l'ospite ci maledirà in eterno per avergli rovinato la vacanza e noi, per quanto potremo sforzarci di "fargli cambiare idea sul nostro conto", otterremo sempre l'effetto contrario. Nella peggiore delle ipotesi, persino una pessima recensione.


Questo succede quando cerchiamo di usare la logica e non l'emotività. Il punto è cruciale: quello che per noi è logico (o che ci sembra logico) non lo è affatto per gli altri. Quindi dobbiamo sforzarci di indossare - con estrema sincerità - i panni degli altri.

Perché è chiaro: noi saremo sempre portati a perdonare i nostri errori. Ma non siamo disposti ad accettare gli errori altrui. Il nostro cervello ragiona così e non c'è nulla da fare per porvi un concreto rimedio (se non sforzandoci di alimentare un processo di sviluppo dell'empatia).


Quindi, a meno che tu non sappia già gestire alla perfezione il tuo pensiero critico (e allora ti faccio i miei complimenti più grandi), faccio una semplice domanda: perché il tuo cervello dovrebbe esser stato progettato in maniera differente rispetto a quello di tutti gli altri esseri umani del pianeta?


Intendo dire che dobbiamo osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni... ... e questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (bassi) dei competitor.


Ne sono sicura: a quel punto potrai dire di conoscere davvero il tuo ospite target, aiutandolo ad orientarsi in mezzo alla giungla di proposte (spesso simili) contro le quali si imbatte tutti i giorni.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi