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  • Immagine del redattoreStefania Salvatore

Tra gli itinerari mozzafiato arrivano le panchine giganti: ecco il primo festival italiano

A volte basta soltanto un po’ di legno, ferro e colore per valorizzare i meravigliosi paesaggi della nostra Italia.


Così sono nate le Panchine Giganti, dall’idea di un visionario. Si chiama Chris Bangle ed è un designer statunitense che ha deciso di trasferirsi con la moglie in provincia di Cuneo, dove risiede e lavora.

Il prossimo 28 e 29 aprile, proprio a Cuneo si terrà il primo Festival dedicato alle panchine giganti, le curiose e celebri Big Bench ideate dal designer statunitense Chris Bangle, residente con la moglie a Clavesana dal 2009.

Una grande occasione per valorizzare il territorio e promuoverlo dal punto di vista storico e culturale, una grande festa organizzata dalla Fondazione no profit Big Bench Community Project Ets, aperta a tutti gli appassionati con intrattenimento musicale, cena, asta benefica e il convegno riservato ai promotori delle 286 panchine giganti già installate e delle numerose in fase di realizzazione.

panchina gigante

Le panchine giganti: un forte impatto emozionale

Ormai sono centinaia le suggestive panchine giganti sparse in tutta Italia, in luoghi poco frequentati e spesso isolati ma di grande bellezza, dove ammirare panorami superlativi seduti a due metri da terra e tornando anche un po’ bambini.

E pensare che il progetto ha preso il via tra “amici e vicini di casa”, un’iniziativa senza scopo di lucro per incoraggiare le persone a sorprendersi ammirando il paesaggio con occhi nuovi, un’esperienza collettiva e immersiva che tutti possono sperimentare e condividere, anche sui social come Facebook dove è nato un apposito gruppo dedicato ai “cacciatori di panchine giganti”.

Le colorate installazioni artistiche, che riproducono la classica panchina da giardino ma in formato gigante, hanno l’obiettivo di donare un forte impatto visivo ma soprattutto, emozionale: sedersi abbracciati dallo scenario naturale delle colline piemontesi, in gran parte punteggiate da vigneti, è una sensazione impagabile, un modo eccezionale per staccare dalla frenetica vita quotidiana e ritagliarsi un momento tutto per sé, come in una favola.

Per i più affezionati, inoltre, Big Bench Project ha ideato il “Passaporto delle Panchine Giganti” da far timbrare in ogni luogo visitato a testimonianza di questa esperienza unica nel suo genere.


Indubbiamente la presenza di una Panchina Gigante si è rivelato un modo per attirare turisti e aiuta quindi ad incentivare il turismo alla scoperta di un territorio e di quello che ha da offrire.

panchina gigante
«In tanti continuano a sedersi sulle “big bench” e in tanti hanno trovato in queste aree un posto dove godersi il panorama, ma anche incontrarsi, parlare. L’altra sera, un gruppo di giovani è rimasto fino a mezzanotte, senza schiamazzi o chissà cosa: semplicemente hanno trovato un luogo dove scambiare emozioni, dove parlare, dove isolarsi, scappare da certe pressioni, così lontano dai rumori della discoteca. E credo che posti così manchino ai nostri ragazzi. L’altro giorno, invece, è venuto qui un gruppo di turisti: quando li ho visti ho pensato di andare a salutarli, ci siamo scambiati gli auguri, abbiamo bevuto un bicchiere di vino e mangiato una fetta di panettone, in serenità. Questo è lo spirito delle panchine».

Dunque possiamo pensare alle Panchine Giganti come ad una straordinaria occasione di promozione turistica?

«Ormai da tempo le panchine hanno un pubblico di affezionati, gente del posto, ma anche turisti da fuori, che ne hanno sentito parlare. Stiamo preparando una mappa, ma anche il passaparola, meno istituzionale, è fondamentale. Incontrare persone, scambiarsi dettagli sulle altre panchine giganti, andare alla scoperta, nel vero senso della parola, di luoghi anche angusti, riscoprire un po’ il senso dell’avventura. Questo è il segreto. Presto vorremmo proporre una sorta di cestino per i pic-nic in cui i ristoratori locali potranno mettere i loro prodotti e far sì che chi viene a godersi una giornata sulle panchine possa anche gustarsi un buon pranzo all’aria aperta.».

picnic

Sono quasi sicura che le panchine giganti risulteranno uno strumento “familiare” ed utile per molti.


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