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  • Stefania Salvatore

Una nuova forma di ospitalità a Barcellona: hotel di quartiere come centro di aggregazione sociale

Se c'è una cosa che distingue gli hotel della catena The Hoxton, è che ogni albergo diventa specchio o estensione del quartiere in cui nasce, ispirato dalla diversità e originalità delle strade che lo circondano.


L'Hoxton apre i battenti a Barcellona in un quartiere industriale, individuando nell'hotel una destinazione multifunzionale.

Tutto comincia dal progetto 22@, quando le vecchie fabbriche vengono convertite in studi di artisti, spazi espositivi o di coworking, agenzie pubblicitarie, loft, ristoranti cool e scuole d'arte, affermando Poblenou come uno dei quartieri più culturali della città.

Poblenou

Tra gli highlight dell'hotel troviamo un suggestivo rooftop con piscina, amache balinesi e una vista panoramica della Sagrada Familia. La grande e luminosa hall, invece, è piena di angoli accoglienti e ospita Best Of, un negozio con prodotti locali selezionati dal team di The Hoxton, Poblenou oltre a tre spazi per riunioni ed eventi che compongono L' Apartment, insieme a La Cava, un locale sotterraneo multifunzionale che ospiterà eventi culturali e sociali.

thehoxton.com

Le 240 camere sono suddivise in cinque categorie, tra cui una inedita, la Homey, ideale per le famiglie e i visitatori di lunga permanenza, visto che dispone di cucina e living. Un'altra opzione interessante riguarda letti matrimoniali in due camere separate, per il massimo della privacy. Tutte le camere hanno pavimenti in terracotta, stampe floreali, tappeti di juta naturale e una palette di colori tenui. Vimini e materiali naturali creano spazi intimi, tranquilli e accoglienti.

thehoxton.com

Ospitalità a 360°


L’Hoxton Hotel a Barcellona non si ferma alla classica formula pernottamento e colazione ma punta su una proposta più ampia, offrendo servizi che spaziano dal giorno alla notte. L’hotel diventa allora un luogo di aggregazione sociale, culturale e commerciale allargata anche al pubblico esterno.


La catena, che ha scelto Barcellona come prima sede in Spagna, rompe lo status quo dell'accoglienza con tanti piccoli dettagli che generalmente fanno la differenza. La colazione è "à la carte" e non c'è nemmeno la palestra. Però si programmano sessioni di yoga sul tetto... e molto altro.


Infatti, una volta all'ultimo piano, un bar ti accoglie in un'atmosfera chic e rilassata. Decorato con ghirlande luminose, l'ambiente caldo ed elegante è l'ideale per gustare snack messicani o sorseggiare un cocktail su una sdraio o a bordo piscina.

thehoxton.com

Tornando a noi, The Hoxton sembra conoscere alla perfezione il proprio pubblico di riferimento. Lo capiamo dalla dichiarazione sul proprio sito ufficiale: "Una serie di hotel open-house ispirati alla diversità e all'originalità delle strade e delle scene di vita quotidiana che ci circondano. Proprio come le nostre porte, anche le nostre menti sono aperte. Trasformiamo parcheggi in disuso in hotel, reimmaginiamo edifici dimenticati ma intrisi di storia e diamo loro nuova vita."


Inoltre, The Hoxton sfrutta alla perfezione le eccellenze locali:


"In ogni città c’è un gruppo di persone del luogo che ci aiuta a curare le librerie delle nostre camere e fornisce dei suggerimenti sul quartiere. Un'iniziativa che abbiamo lanciato per connetterci ulteriormente con la comunità, per portare la cultura locale nelle camere da letto e condividerla con gli ospiti".

E come se non bastasse, presta un particolare occhio di riguardo agli eventi:

"Organizziamo e ospitiamo regolarmente eventi e pop-up in ciascuno dei nostri hotel e ristoranti, collaborando con creativi locali, brand, negozi e start-up. Prendiamo il meglio che c’è all’esterno e lo portiamo all’interno offrendo ai talenti emergenti la possibilità di mostrare e condividere i loro lavori".

thehoxton.com

E sai in che cosa si trasformano tutte queste iniziative?


Dato che non sono sicura tu lo sappia con precisione chirurgica, rispolvero un concetto fondamentale per ogni strategia di marketing che si rispetti: quello delle PR.


Vorrei dare per scontata le presentazioni su Al Ries, il principale esperto a livello mondiale di brand positioning e di PR.


Per farla breve, secondo Al Ries, le PR servono a costruire e sviluppare un brand.


Questo perché l'autorità permette di stimolare un'attenzione diversa sul pubblico di riferimento. E, a catena, rende più efficace la nostra idea differenziante.


Perché come sappiamo, nessuno ascolterà mai la voce di un puntino nell'oceano.


Proprio per questo motivo i passi utili (ed i ripassi utili) da seguire quando si costruisce un brand sono:


1: posizionamento di marca;

2: attività di PR;

3: veicolare le offerte sul giusto pubblico e vendere di più.

A prescindere dalla tipologia di struttura ricettiva, in effetti, è quello che dovresti fare anche tu per attrarre più ospiti e renderli felici, anche se non hai alle spalle capitali quasi infiniti e non godi di un risalto mediatico efficace fin da subito. Quindi ti serve una sorta di acceleratore.


Che, fortunatamente per te, troverai nel mio ultimo libro, Brain Positioning - Come creare un brand efficace nel mercato extra alberghiero.

Iscrivendoti alla priority list riceverai uno special report con le "Keyword We Like", ovvero cosa è abituato a leggere, sentire ed ascoltare con piacere il tuo pubblico di riferimento. E in aggiunta a tutto questo, le parole da evitare sulle piattaforme da aggredire (questo ti farà risparmiare un sacco di tempo, fatica... ed inutile nervosismo).

In pratica costruirai in autonomia dei profili a prova di ban e capaci di attrarre flotte di clienti pronti ad aprire il portafoglio (alla fine della fiera è l'unica cosa che conta).


Quindi, clicca sul link, lascia i tuoi dati e aspetta il contatto da parte di un mio tutor che ti guiderà durante l'attesa di tutto questo ben di Dio.


E come sempre sentiti libero di scegliere.

La scelta è tua e soltanto tua.


Un grande abbraccio,

Stefi