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  • Stefania Salvatore

Una nuova strana tendenza prende piede nel segmento dei viaggi. Ecco di cosa si tratta

Perché sempre più musei, hotel ed esperti di fragranze offrono avventure olfattive per permettere ai viaggiatori di entrare ancora più in sintonia con le relative destinazioni?

La risposta arriva da Rachel Herz, neuroscienziata della Brown University nonché esperta della scienza psicologica del profumo.


Sembrerebbe infatti che l’olfatto sia l’unico senso direttamente collegato alla memoria e ai centri di apprendimento emozionale del cervello.

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Anche se ora sappiamo con certezza scientifica che i profumi sono delle potenti macchine del tempo, la storia olfattiva è stata ampiamente sottovalutata. Ecco perché gli esperti promuovono la preservazione e protezione degli odori in quanto elementi integranti del patrimonio culturale. Non di rado si invitano i viaggiatori a sperimentare il modo in cui gli odori complessi sono in grado di raccontare storie su luoghi e tradizioni dimenticate.


“Ecco perché l’olfatto ci offre un modo unico di esperire il mondo che ci circonda”, prosegue Herz. “La nostra esperienza olfattiva è intrinsecamente emozionale e istintiva, proprio per una questione di organizzazione neurale”.

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Il turismo olfattivo è una tendenza che si sta sviluppando a macchia d’olio, soprattutto in musei, hotel e in diversi locali del mondo. Il suo principio cardine é quello di offrire un’esperienza olfattiva collegata alla visione di un’opera d’arte o, magari, anche quando si sorseggia un tè o un caffè all’interno di un ambiente rilassante. Lo ha sperimentato il Museo di Ulm in Germania nell’ambito del tour denominato “Follow your Nose” (segui il tuo naso), diffondendo in una sala un profumo delicato che i visitatori raccolti attorno all’opera “Christ in Limbo” hanno inalato, avvertendo una sensazione di gradevole piacere nel momento in cui ammiravano il dipinto.

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Mappare i “paesaggi olfattivi”


Partendo dall’associazione nota tra le percezioni olfattive e le nostre prime impressioni e i ricordi di un luogo, l’artista e docente Kate McLean ha creato una pratica battezzata “smellwalking” (dall’unione delle due parole inglesi “smell”, olfatto, e “walking”, camminare). McLean guida questi tour a piedi in diverse città del mondo traducendo gli odori scoperti dai partecipanti in mappe di “paesaggi olfattivi" disegnate a mano.


Un soggiorno multisensoriale

Il settore alberghiero usa il profumo da oltre un decennio come strumento di branding e catene di hotel come Marriott, Sheraton e Hilton diffondono fragranze esclusive attraverso i sistemi di climatizzazione, racconta Herz.

Anche quando è assolutamente evidente, le persone tendono a non accorgersene, perché attribuiamo così tanta importanza all’aspetto visivo da rendere invisibili gli odori”, aggiunge. “Per questo motivo può sembrare che l’olfatto sia un senso poco importante, mentre, al contrario, è una presenza costante”.

Gli hotel si stanno cimentando anche in esperienze dedicate alle fragranze. Al Balmoral di Edimburgo gli ospiti possono partecipare ad una masterclass sui profumi con il fondatore della prima casa di profumi di tutta la Scozia, Kingdom Scotland.

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Ma torniamo a noi. Probabilmente mi avrai sentito dire a più riprese che non sempre le grandi aziende effettuano operazioni di marketing corrette. L'ultimo esempio riguarda le dimissioni del CEO di Victoria's Secret, che ha forzato un insensato "riposizionamento di brand" causando una perdita del 6% delle quote di mercato. Al contrario, legare un profumo al dolce ricordo dell'esperienza vissuta è una strategia che sembra premiare sotto numerosi aspetti.

Forse è scorretto parlare di "branding", perché il profumo da solo non basta... ... ma se può rappresentare un valido facilitatore, non avrebbe senso scartarlo a priori.


Sono d'accordo con te, la materia é vasta e complicata. Ed è il motivo per cui ho pensato ad un facilitatore per tutti i professionisti che operano nel settore dell'accoglienza.


Si chiama Brain Positioning, costa meno di un portachiavi personalizzato e può essere tuo in men che non si dica, attraverso un semplice clic su questo link

Credimi: il suo prezzo é talmente imbarazzante che non vale nemmeno la pena parlarne. Ma ti lascio con una piccola confidenza: la strategia di lancio é una prova.


Una prova basata sulla fiducia. Fiducia che dipende dal Brand. Per aiutarmi a costruire ancora più fiducia dovresti cliccare questo link e divulgare il mio ultimo lavoro condividendo le tue impressioni.


Dal canto mio, ti giuro che mi muoverò in prima persona per ricompensarti come meriti.


A te la decisione.


La scelta è tua e soltanto tua.


Un grande abbraccio,




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