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  • Stefania Salvatore

Vacanze 2022: volano le prenotazioni nei campeggi, superati i numeri da record del 2019

Reazione alle limitazioni del Covid o segnale di una più ampia voglia di tornare al relax in mezzo alla natura? Questo potrà dircelo soltanto il tempo.


Di sicuro però gli Italiani continuano a cercare un'estate all'insegna della vacanza all’aria aperta e possibilmente a stretto contatto con la natura.


Lo dicono le cifre riscontrate anno dopo anno dai report di Campeggi.com, portale interamente dedicato al settore.


Con un +150% nei primi 4 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021, nel 2022 le ricerche online sulle soluzioni disponibili sono tornate a superare, esattamente dell’8%, i livelli del 2019.


Numeri che certificano la decisa ripartenza del settore post-pandemia, visto che lo scorso anno l’aumento era stato del 656% nei confronti del 2020.

Anche se il fenomeno riguarda principalmente gli Italiani, è giusto riportare una crescita del 54%, sempre su base annua, anche delle richieste dalla Germania.


Un altro dato importante emerge dal report: il continuo anticipo delle prenotazioni.


In 2 anni, infatti, il periodo in cui i viaggiatori fissano la propria vacanza si è spostato da maggio (nel 2020) ad aprile (nel 2021), fino all’attuale situazione in cui molti hanno scelto di informarsi e prenotarsi (nel 70% dei casi collegandosi da dispositivo mobile) addirittura già a gennaio, con almeno 4 mesi d’anticipo rispetto all’effettivo soggiorno.


La vacanza, nel 43% dei casi, dura due settimane e per un altro 32% si protrae per ulteriori 7 giorni. Non ci resta che scoprire quali sono le mete più gettonate dai turisti open air.

In testa troviamo la Toscana, scelta dal 13% del totale e che aumenta rispetto al 9,03% dello scorso anno. Seguono a breve distanza il Veneto (12%), che nel 2021 era rimasto fuori dalla top ten, la Puglia (che perde la leadership, mantenendo comunque un 11%) e la Sardegna (10% delle scelte).

Tra le prime dieci regioni preferite dagli italiani anche le Marche, l‘Abruzzo, la Sicilia, l’Emilia Romagna, la Calabria e il Trentino Alto Adige.


Le strutture preferite


Attenzione: aria aperta non va confuso con scomodità.

Il 63% degli utenti sceglie per il proprio soggiorno un villaggio vacanza e un altro 16% preferisce il glamping, ovvero il mix tra campeggio e servizi paragonabili a quelli di un hotel.


Il campeggio tradizionale piace comunque al 12% dei turisti, con il restante 9% affezionato al proprio camper che prenota quindi una piazzola apposita.

Davanti a questi sondaggi la mia prima domanda è sempre quella di riflettere su quali tratti di personalità orientano maggiormente l’aspettativa di viaggio.

Questo perché sappiamo che la capacità d’immaginazione e l’empatia dei viaggiatori sono molto rilevanti nel processo di costruzione di un’aspettativa: chi gode di grande immaginazione ed empatia, ad esempio, si aspetta di fare nuove amicizie e conoscere una nuova cultura. Ha caratteristiche di personalità radicalmente diverse rispetto a chi preferisce una vacanza nel totale relax.

La scelta del campeggio appartiene prevalentemente agli uomini (14%) rispetto al misero 8% delle donne. E anche la provenienza geografica è rilevante: gli europei preferiscono soggiornare nei B&B (37%) mentre gli americani nelle Guest House (42%).


Ad ogni modo, il tratto di personalità a determinare le grandi divergenze è quello della difensività: le persone più difensive preferiranno alloggiare in Hotel di Lusso o B&B esclusivi, mentre quelle poco difensive in un campeggio.


Quindi, appare chiaro come i confini fisici possano essere la rappresentazione dei confini sociali: una persona che alza le difese nei suoi rapporti verso l’esterno percepirà come più accogliente una struttura che lo protegge “dall’altro”, mentre chi ha un atteggiamento più aperto e più socievole verso il prossimo si sentirà a proprio agio in un campeggio, dove i confini spaziali sono più fluidi e versatili.

Il fenomeno sociale dei nostri tempi, a differenza di quello degli anni ’70-’80, identifica il viaggio come un momento in cui ci si può effettivamente dedicare a se stessi.

Gli europei (31%) e gli americani (34%) identificano come motivazione preminente la “ricerca di se stessi” mentre il 22% degli europei sceglie la “Fuga”. Un parametro molto ricorrente nel contesto anglosassone é quello di recitare due copioni: uno elegante nella vita formale ed uno più selvaggio in quello informale, comportamento che viene ripetuto e ricercato soprattutto in un contesto “libertario” come quello del viaggio.


Ma vediamo alcune differenze: un viaggiatore con un forte tratto di difen­sività è un soggetto molto centrato su se stesso, per il quale la disciplina e l’ordine sono importanti. L’aspetto della sicurezza è cruciale: sicurezza e controllo in tutti gli ambiti, come la salute o l’igiene o la qualità del cibo fino ad arrivare alla gestione dell’imprevisto.

Il viaggiatore auto-centrato, prima di prenotare, deve essere certo del livello di professionalità e della qualità di assistenza che troverà. Questo perché é pessimista, ipotizza sempre lo scenario peggiore, non prende decisioni autonomamente, cerca informazioni e continue conferme su internet.

Predilige contesti sicuri, viaggi sicuri, non ama il rischio, non ama l’avventura.

Una persona del genere non andrebbe mai in campeggio.

Il viaggiatore socio-adrenalinico, di contro, è una persona socievole e poco complicata, senza richieste mirate o puntigliose; è più sensibile a dimensioni misurabili come il prezzo e alle caratteristiche della meta, come il divertimento o la varietà delle cose da fare.

Ama il divertimento, trascorre il tempo con altre persone e adora mettersi in mostra; cercherà tipologie di viaggio che lo mettano a contatto con amici o con la possibilità di stringere nuove conoscenze.


Organizza i suoi viaggi sulla base dei racconti degli amici, non ha problemi a stare in luoghi molto affollati e a condividere i propri spazi con altri. Per lui l’aspetto social della vacanza è fondamentale. Non ama programmare e preferisce decidere on the road, avere un margine che gli permetta di organizzare il viaggio come meglio crede; è interessato a sperimentare il suo spirito intraprendente; non ama i «pacchetti vacanza» rigidi e precostituiti;

è fondamentale potersi esprimere durante le proprie scelte.

Come vedi, la personalità pre-qualifica il viaggio: più o meno temerario, sicuro, organizzato. Questo ci rende più inclini a scegliere particolari mete o tipologie di viaggi.

Ad ogni modo, nulla vieta di modellare la personalità e allentare quei tratti che percepiamo stretti nella vita attraverso il viaggio. Ad esempio potremmo accettare mete diverse da quelle ideali, esperienze meno convenzionali o tipologie di viaggio che non avremmo mai considerato, spingendoci così alla scoperta di lati interiori potenzialmente nascosti.


E questi lati potenzialmente nascosti, rovesciando la situazione da viaggiatore a professionista dell'accoglienza, facilitano l'individuazione di alcuni punti di stimolo nei confronti dei tuoi ospiti target.


Come sottolineo sempre, si tratta del coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle paure, delle speranze e dei bisogni... ... perché questo ci permetterà di eccellere rispetto agli standard (spesso bassi) dei nostri diretti competitor.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi