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  • Stefania Salvatore

Vacanze con cani o gatti al seguito: l'Italia domina la classifica dei Paesi pet friendly

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, l'Italia risulta il Paese pet friendly numero uno al mondo.

Gli italiani non solo amano viaggiare con gli animali: sono felici nell'accogliere gli amici a quattro zampe degli ospiti stranieri nelle proprie strutture.


Questo emerge dal nuovo studio di The Swiftest, start-up americana che si occupa di assicurazioni di viaggio.


L’indagine ha portato alla luce la classifica dei 51 Paesi più pet friendly del mondo e, forse un po' a sorpresa, la prima qualificata quando si tratta di viaggiare con cane e/o gatto risulta la nostra cara Italia.

Per stilare la particolare classifica sono stati analizzati 8 diversi fattori.


Il primo parametro osservato è il risultato ottenuto dai singoli Paesi nell‘Animal Protection Index (API), il report prodotto dall’associazione internazionale World Animal Protection.


Il secondo elemento riguarda la tutela degli animali da compagnia, mentre il terzo è il numero di alberghi e strutture ricettive (per milione di abitanti) considerate pet friendly.


Il quarto elemento indagato è legato al numero di veterinari per milione di abitanti, il quinto analizza le normative di benessere animale, il sesto prende in esame il riconoscimento dei diritti degli animali e gli ultimi due riguardano - in ordine - la possibilità di contrarre la rabbia ed il consumo di carne di cane all’interno dei confini nazionali.

Le prime 10 posizioni e i punteggi


Nella top 10 troviamo all'ultimo posto la Polonia, penalizzata dall'esiguo numero di veterinari per milione di abitanti: appena 22. Il punteggio più elevato é nella tutela degli animali domestici, dove spicca una B. La Polonia prende una nota di demerito per la possibilità di contrarre la rabbia nel suo territorio.


Al nono posto l’Austria, il cui risultato più basso è sul numero di veterinari per milione di abitanti: 17,9. Però ottiene due B per l’Animal Protection Index e per la tutela degli animali da compagnia.


All’ottavo posto la Spagna, con un buon risultato sul numero di veterinari per milione di abitanti: 48.9. Il dato peggiore é sulla tutela dei nostri amici pelosetti, con una D.


Settima posizione per la Svezia, con un alto punteggio sul numero di strutture ricettive pet friendly per milioni di abitanti: 167. Il valore più basso, invece, si deve al numero di veterinari presenti: 25,9 per milioni di abitanti.


L’Australia conquista il sesto posto di questa classifica, soprattutto grazie ad un punteggio di 91,3 per il numero di veterinari per milione di abitanti. Ma ottiene due D: una per l’Animal Protection Index e l’altra per la tutela di cani e gatti.

Quinto posto per la Germania, con 207 strutture ricettive pet friendly per milioni di abitanti. I valori più bassi, però, sono le due C per l’Animal Protection Index e per la tutela degli amici a quattro zampe.


Il Regno Unito si aggiudica il quarto posto con punteggi sufficienti in tutti i settori analizzati, scalzato di poco dalla Francia (medaglia di bronzo) con 283 strutture ricettive per milioni di abitanti. Nel caso francese, il solo punteggio negativo è la D nella tutela di queste amabili creature.


Ad ogni modo, sul secondo gradino del podio troviamo la Nuova Zelanda che ai valori molto alti deve aggiungere una negativa D per la tutela degli amici a quattro zampe.


Infine, al primo posto, la nostra Italia. Italia che spicca su tutti gli altri Paesi soprattutto per un dato: le strutture ricettive per friendly per milione di abitanti, che registrano uno stupefacente 525. La nota negativa, purtroppo, arriva dal parametro relativo alla tutela degli animali, dove otteniamo una D.

Il dato italiano dimostra che il nostro approccio pet friendly è quello di un Paese estremamente legato al settore del turismo e pronto ad accogliere specifiche esigenze degli ospiti, quali quelle della presenza di animali d'affezione durante una vacanza.


Nonostante questi giganteschi passi in avanti, paradossalmente rimane scoperto il punto critico dell'accoglienza. Perché va bene assecondare le necessità...


... va meno bene non riuscire a meravigliare gli ospiti in termini di esperienza, affidandosi un po' al caso invece che abbracciare una strategia chiara e che miri ad ottenere sempre e soltanto un vero effetto wow.


Fortunatamente per te, ho appena chiuso il mio quarto sforzo bibliografico.


E, manco a farlo apposta, é una sorta di "manifesto" che ti aiuta a districarti nella giungla del mercato e creare scientificamente un brand dal riprovato successo. Così sarai capace di creare in totale autonomia il tanto agognato effetto wow. E gli ospiti avranno occhi soltanto per te e la tua struttura.


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Dal canto mio, ti giuro che mi muoverò in prima persona per ricompensarti come meriti.


A te la decisione.


La scelta è tua e soltanto tua.


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Un abbraccio,

Stefi