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  • Stefania Salvatore

Viaggi aziendali, l'Italia è ancora troppo indietro sulla sostenibilità

Continua ad aumentare la sensibilità delle imprese al tema dei cambiamenti climatici, al punto da rendere la sostenibilità una priorità all’interno dei programmi di viaggio aziendali.


Ormai si può parlare di una vera necessità, tanto più che l’85% delle aziende italiane sta tornando a volumi pre-pandemici di viaggi nazionali e al 72% di viaggi internazionali.


Ma, nonostante il 100% delle aziende italiane consideri la sostenibilità nella propria politica di viaggio, la ricerca Sap Concur – basata su un sondaggio condotto su 700 senior travel manager presso aziende con più di 100 dipendenti – evidenzia come solo il 29% delle imprese abbia una figura dedicata a guidare simili iniziative (sustainability manager o chief sustainability officer).


A dirla tutta, i principali ostacoli all’implementazione di politiche di viaggio sostenibili sembrerebbero la mancanza di budget e lo scarso coinvolgimento dei dipendenti.

Secondo il Corporate Travel Sustainability Index, tutti i senior travel manager all’interno delle aziende italiane pensano che la sostenibilità faccia parte della propria politica di viaggio. Tuttavia, la maggior parte delle imprese italiane ha difficoltà a diventare più green.


Certo la consapevolezza di dover dare priorità a questo tema non manca: il 54% degli intervistati ritiene che la propria politica di viaggio debba migliorare sulle questioni legate alla sostenibilità.


«Sebbene oggi molte imprese stiano riducendo l’impronta di carbonio o stiano diventando carbon neutral, in base all’indagine condotta da Sap Concur risulta evidente come diverse ancora non siano sicure di come incorporare la sostenibilità nei loro viaggi di lavoro – spiega Pierre-Emmanuel Tetaz, senior vice president Emea e general manager di Sap Concur –. Prevediamo un aumento della richiesta di maggior sostenibilità, anche per quanto riguarda la politica di viaggio aziendale, che sarà sollevata con maggiore forza, più spesso e da più parti, dal management, dai dipendenti ai fornitori agli stakeholder. È fondamentale creare team dedicati in grado di sviluppare una strategia di sostenibilità efficace, come parte di un programma per supportare i dipendenti in trasferta nel compiere scelte più ecologiche, con strumenti giusti per aiutarli a prendere decisioni informate».

Ovviamente, c'è il chiaro bisogno di incrementare gli strumenti tecnologici per facilitare la misurazione e l’attuazione di programmi di viaggio aziendali più sostenibili.


Mentre circa la metà delle imprese (il 49%) dispone già di software per supportare i viaggi aziendali sostenibili, il 96% di coloro che ne sono sprovvisti li valuterebbe.


Ecco perché la sostenibilità dei viaggi non è un argomento nuovo: le persone lungimiranti ne parlano da anni.


Ma solo ora, quando dipendenti e azionisti ne vedono il valore aziendale e il vantaggio per l’ambiente, arriva il momento di agire.

Spesso, cercando informazioni online sulla green travel policy, capita di trovare informazioni sul green travel plan. Ma sono argomenti differenti.


La green travel policy non è altro che una travel policy scritta in ottica green: oltre a tenere conto di spese e procedure aziendali per la prenotazione dei viaggi, tiene conto di tutti i comportamenti che possono rendere sostenibili questi viaggi.


Il green travel plan è stato introdotto in UK ed è un piano stilato dall’azienda per ridurre l’utilizzo delle auto e promuovere i servizi di car sharing, il camminare o andare in bicicletta, l’utilizzo dei mezzi pubblici nell’ottica di rendere più sostenibili tutti i movimenti che solitamente vengono effettuati tramite auto.

E la situazione italiana?


Alla domanda se esiste oggi, in Italia, un’emergenza per i danni che il turismo può portare all’ambiente, è purtroppo in aumento il campione che ritiene che si tratti di un problema che riguarda il Paese in generale (56%). Per il 17% questo riguarda solo alcune aree e addirittura scende la percentuale di chi é convinto che il turismo sia una risorsa (24%).


Il 62% degli intervistati afferma inoltre che l’aspetto principale secondo il quale il turismo può essere origine di danni all’ambiente è rappresentato dalla cementificazione e dalla speculazione edilizia.

Secondo le rilevazioni, quasi la totalità del campione di intervistati avrebbe sentito parlare dei danni provocati dall’abbandono di plastica monouso nei mari, nei fiumi e nelle campagne. Con annesso il rischio di inquinare le falde acquifere.


In relazione all’abbandono di plastiche nell’ambiente, il campione intervistato giudica i grandi eventi musicali e sportivi come attività più dannose (47%), seguiti da stabilimenti balneari (33%), campeggi (18%), bar (16%), escursioni (14%), ristoranti (13%), alberghi (9%).


E alla domanda se un turismo plastic-free sarà mai possibile, il 75% risponde che sarebbe un motivo valido per preferire un hotel o un ristorante che non utilizza plastiche monouso.

Il 94% degli italiani gradirebbe che, in alternativa al monouso, una struttura turistica proponesse ai suoi ospiti l’utilizzo di bicchieri e bottiglie in vetro; l’85% è favorevole a piatti, bicchieri e contenitori in bio-plastica da fibre di mais o altro biodegradabile; favorevoli alle borracce in alluminio o acciaio per l’acqua il 77%, mentre il 64% è a favore di tutti gli utensili in legno.


Ma torniamo a noi.


Sai cosa significa tutto questo?


Che il tema delle vacanze sostenibili diventa sempre più attuale, anche grazie alle nuove generazioni di viaggiatori, interessati alla sostenibilità e alle mete green.


Infatti sentiamo sempre più spesso parlare di viaggi sostenibili, cioè di un turismo green che punta alla sostenibilità prima di tutto.


Non è un caso se oltre la metà dei viaggiatori - in tutto il mondo - sia d’accordo nel fare scelte più sostenibili quando si tratta di trovare una meta per le vacanze. A rivelarlo è un report pubblicato da Booking, che valuta l’interesse di chi viaggia verso tematiche come la sostenibilità e le mete green.


Quindi sarai d'accordo con me: conoscere le motivazioni e la sensibilità alla base di un viaggio o di una vacanza potrebbe offrirti maggiori spunti per far emergere e scegliere la tua struttura rispetto a tutti i concorrenti (diretti e indiretti).


Ma attenzione: non basta dirlo. Questi viaggiatori sono molto più svegli e attenti che mai.


Oltre a dimostrare i valori della tua struttura, avrai bisogno di confermare la bontà dell'averti scelto, lavorando con costanza per il raggiungimento del famoso effetto wow.


Solo così potrai ottenere ospiti felici che faranno a gara per raccontare a tutti gli altri quanto l'esperienza nella tua struttura sia sensazionale.


Proprio in quest'ottica, ho preparato per te un facilitatore. Immaginalo come un condensato di tutti gli studi e gli errori commessi in più di dieci anni di attività e consulenza.


Anche perché, con l'offerta che c'è in giro, non ti sarà concessa una seconda chance.

E questo significa che non puoi sbagliare. E allora è meglio fidarsi di chi è già passato attraverso i cerchi di fuoco...

Non penso sia un caso se... chi lo ha già acquistato...

lo definisce l'unico sistema che aiuta (in maniera concreta e senza inutili divagazioni) ad ottenere davvero più clienti più felici.


Si tratta di un manuale utile e pratico, da tenere costantemente sulla scrivania e da utilizzare come fosse la tua nuova bussola.


Un piccolo primo passo verso la totale dedizione ai tuoi ospiti.


È già successo con i miei studenti avanzati e succederà anche con te: gli ospiti non vedranno l'ora di rivederti e te lo diranno nell'esatto momento in cui ti lasceranno le loro testimonianze come persone soddisfatte del servizio e felici di fare affari con te.

Approfitta quindi del ridicolo prezzo che ho riservato per le ultime copie disponibili:

non ci sarà mai alcuna ristampa.


E ricorda: anche i più bravi - o i fuoriclasse - non possono compiere più di un singolo passo per volta. Quindi fai il tuo: ordina adesso la tua copia.


Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi