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  • Stefania Salvatore

Cosa spinge il 30% degli italiani ad indebitarsi pur di non rinunciare alla vacanza estiva?

Pur di non rinunciare alle vacanze gli italiani chiedono un finanziamento. A rivelarlo è un’analisi commissionata da Facile.it.


Il valore dei prestiti personali nei primi sei mesi di quest’anno per far fronte alle spese legate al periodo di vacanza corrisponde a un importo totale di 160 milioni di euro.


Non solo. Le domande per ottenere un prestito per viaggiare, nel primo semestre del 2022, sarebbero arrivate già a 70mila e il peso percentuale dei prestiti per le vacanze è aumentato del 96% rispetto allo stesso periodo del 2021.



Secondo l'analisi, realizzata su un campione di oltre 70mila domande di finanziamento raccolte nel primo semestre 2022, chi ha presentato domanda di credito per pagare le spese legate ad una vacanza ha cercato di ottenere, in media, 5.597 euro da restituire in 52 rate (poco più di 4 anni).


Questa tipologia di prestito sembra ingolosire soprattutto i giovani. Infatti, se in media chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha 41 anni, quando si parla di prestiti per le spese legate a un viaggio, a presentare domanda di finanziamento ha, sempre in media, 36 anni. Sorprendentemente gli under 30 rappresentano circa il 35% delle richieste.



“Dopo due anni di forti limitazioni alla mobilità, finalmente molti italiani potranno tornare a viaggiare e, in alcuni casi, lo faranno sfruttando le opportunità offerte dal mondo del credito al consumo” spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it.

Tornando a noi, il ragionamento controintuitivo legato all'indebitarsi pur di viaggiare offre al marketing diversi angoli di attacco che muovono corde emotive differenti.


Pensaci un attimo: esiste un senso logico al minare una condizione economica già compromessa da due anni abbondanti di pandemia?


Probabilmente no...


Eppure, le persone non sono disposte ad ammetterlo e continuano a mostrare agli altri stili di vita lontani dalle reali possibilità.



Ma perchè lo fanno?


Da una parte c'è il desiderio di essere notati, mostrarsi quasi invincibili... Così da sentirsi socialmente accettabili e non avere nulla da invidiare al proprio gruppo dei pari...


Anzi, se si riesce a generare ammirazione è anche meglio.


Dall'altra, invece, troviamo il desiderio di risparmiare l'imbarazzo personale legato al non avere nulla da raccontare agli altri... Questo aspetto fa nascere delle paure, in particolare quelle di sentirsi anonimi ed essere scavalcati dagli altri.


Mi rendo conto del fatto che questi concetti possano sembrare complessi... Tuttavia, senza una ricerca affinata sarebbe quasi impossibile aumentare le chance di conversione...


Tradotto, significa polverizzare i tuoi investimenti di marketing e affidarti alla sola speranza. Una condizione antipatica e pericolosa, dalla quale allontanarsi il prima possibile.



Per quanto preziosi, questi "sfondi psicologici" emergono solo quando si è disposti a lavorare in profondità.


Si chiama coraggio di osare: capire le aspettative del viaggiatore, nonchè futuro ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni...


Ed è il motivo per cui, dopo 10 anni di studio e applicazione, ho creato "La bussola della gestione dell'ospite", adatta a tutti quegli operatori del settore accoglienza che desiderano ottenere soltanto ospiti felici ed aiutarli sinceramente.


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Più nella pratica:

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Un piccolo primo passo verso la totale dedizione ai tuoi ospiti.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi