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  • Stefania Salvatore

Cresce la smania di viaggiare: turisti disposti a spendere come prima della pandemia

Segnali positivi ed incoraggianti per il turismo. Sulla base della relazione Global Travel Trends 2022 di American Express emerge in maniera cristallina la vocazione a livello internazionale: i turisti sono pronti e desiderano più che mai viaggiare e prenotare vacanze. E in molti casi non baderanno a spese, perché dopo due anni di pandemia sembra che in tanti vogliano recuperare il tempo perduto.


Infatti, stando ai dati raccolti su un campione rappresentativo globale di viaggiatori con reddito familiare di almeno 70 mila dollari, nel quarto trimestre del 2021 le prenotazioni globali effettuate dai titolari di carta tramite American Express Travel sono salite del 24% rispetto al 2019, una tendenza al rialzo che è proseguita anche nel 2022.

"La pandemia ha fatto capire a tutti noi, viaggiatori compresi, ciò che è veramente importante", commenta Audrey Hendley, presidente di American Express Travel.


"La relazione Global Travel Trends dimostra che i turisti si stanno rifacendo del tempo perduto e prestano attenzione alle persone con cui viaggiano, ai posti che visitano, ai brand che supportano e a come spendono il proprio denaro, mentre tutto il settore avanza".


I trend del turismo nel 2022


Il 74% dei viaggiatori intervistati per il Global Travel Trends 2022 evidenzia grande predisposizione alla prenotazione anche se in seguito servisse annullarla o modificarla. Si tratta di una quota in aumento del 56% rispetto allo scorso anno. Lato incassi, le cifre sembrano sorridere agli operatori turistici: oltre il 60% del campione programma dai due ai quattro viaggi per quest’anno, mentre l'86% dei consumatori prevede di spendere in attività turistiche almeno quanto in un normale anno pre-pandemia e il 55%, in particolare i Millennial (67%) e la Generazione Z (65%), desidera con forza prenotare una vacanza da sogno.

Nove consumatori su dieci (in mercati ad alta capacità di spesa come Usa, Hong Kong, India, Regno Unito, Australia, Singapore ed Emirati Arabi) adorano la vacanza, ma quasi la metà di questi potenziali turisti reputa ancora “complicata” la modalità di ricerca e acquisto del bene-vacanza.


Sono i due dati di maggior rilievo di una ricerca che Travelport, uno dei principali player nell’erogazione di tecnologia applicata alle prenotazioni per centinaia di migliaia di fornitori di servizi di viaggio in tutto il mondo, ha commissionato alla Toluna Research per capire le tendenze per i viaggi nel 2022.


Questo significa che i migliaia di intervistati nei sette Paesi (tra i più dinamici nel business turistico) hanno dichiarato che sarebbero disposti a rinunciare ad alcune delle loro attività preferite anche per sei mesi o più pur di viaggiare; il 71% rinuncerebbe ai concerti, il 64% a comprare abiti, il 60% ad andare al cinema ed il 37% smetterebbe di andare al ristorante pur di concedersi una vacanza in tutta tranquillità.

«Sebbene gli ultimi due anni e più abbiano rappresentato una sfida molto impegnativa – osserva Jen Catto, chief marketing officer di Travelport – l’industria globale dei viaggi ha recuperato più del 50% della sua attività prima della fine del 2021. Se questo trend dovesse continuare sulla stessa linea, si potrebbe raggiungere l’85% di ripresa entro la fine di quest’anno. Il desiderio represso di viaggiare è fortissimo. I risultati del nostro ultimo sondaggio lo dimostrano chiaramente, evidenziando quante cose le persone sarebbero disposte a sacrificare pur di tornare a viaggiare».


Tuttavia, gli aspetti dell’esperienza di viaggio non godono dello stesso livello di entusiasmo.


Un notevole divario esperienziale, infatti, è emerso tra l’elevato livello di soddisfazione che gli intervistati traggono dall’andare in vacanza e la frustrazione che hanno sperimentato nel prenotare quello stesso viaggio. In particolare, il 43% degli intervistati statunitensi, che rappresentano il bacino di utenza più grande del mondo per quanto riguarda i viaggi non trova piacevole prenotare un viaggio; al tempo stesso il 95% di quello stesso segmento ama l’esperienza di essere in vacanza.


Nel complesso, quindi, viaggiare è classificato come l’attività più piacevole in assoluto.

Ma quando la ricerca ha trattato l’esperienza d’acquisto dei viaggi, il settore del turismo organizzato è sceso al quarto posto dopo quelli dell’abbigliamento, della ristorazione e dell’elettronica. E per i vertici di Travelport questo non è solo un problema generazionale.

Ecco come all'improvviso ci troviamo di fronte ad una valutazione di ordine strategico: pensare a piani alternativi per variare l’offerta e rendere le mete più appetibili a livello internazionale a prescindere dalla nazionalità, smettendo di correre dietro alla possibilità di intercettare questo o quel mercato in cui si rischia di restare imprigionati e senza nemmeno aver voce in capitolo. Dedicarci cioè all'innalzamento dell’asticella in termini di accoglienza per gli ospiti.

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Stefi