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  • Stefania Salvatore

Il Giappone sceglie di focalizzarsi e applicare strategie per attrarre il turismo del lusso. E tu?

Il nuovo Direttore dell’Ente nazionale del Turismo giapponese, Yoshiyuki Mizuuchi, sembra avere le idee molto chiare sulla nuova direzione che il Sol Levante si appresta a seguire in tema turismo. Dopo soli due giorni dal suo insediamento, Mizuuchi era presente al TTG, partecipazione che è anche un segnale importante di un concreto interesse verso il mercato italiano.


In Giappone, anche se le frontiere sono state aperte a giugno ai gruppi organizzati, é soltanto da due settimane che i turisti individuali possono visitare il Paese senza restrizioni.


Permangono infatti i normali requisiti obbligatori: il certificato vaccinale con indicazione delle tre dosi effettuate o, in alternativa, un test antigenico negativo ad almeno 72 ore dall’ingresso nel Paese.

Mizuuchi si dice fiducioso della ripresa del mercato italiano, anche grazie al volo da Roma a Tokyo di ITA Airways che, dopo vari posticipi, sembra sia confermato per il prossimo 5 novembre. Il nuovo volo avrà tre frequenze settimanali: con partenza alle 15:40 ogni martedì, giovedì e sabato verso l’aeroporto di Tokyo Haneda, e arrivo il giorno dopo alle 11:35. Il volo di ritorno (il primo sarà il 6/11) è previsto da Haneda ogni mercoledì, venerdì e domenica alle 13:35 con arrivo a Roma alle 20:30 e sarà operato con l’ammiraglia della Compagnia, l’Airbus A350.


Ad ogni modo, la strategia per tornare ai numeri prima della pandemia (32 milioni di passeggeri nel 2019, di cui 163mila italiani) si basa su tre direttive principali:


– Raggiungere una clientela più giovane attraverso i social media;

– Fare azioni di informazione presso le agenzie di viaggio, con roadshow, fam trip (viaggi di familiarizzazione) e workshop per presentare tutte le novità e lavorare a stretto contatto con gli operatori del settore;

– Puntare sulla clientela con grande potere d’acquisto, che sa apprezzare la cultura del Giappone, con focus sul turismo di lusso, sulla sostenibilità, sulla cultura locale e sul turismo outdoor.

In effetti il Giappone, grazie alla sua ospitalità unica e all'attenzione per i dettagli,

offre il meglio in fatto di sistemazioni di classe, artigianato ed esperienze culturali. Tokyo si conferma immancabilmente come la città con più ristoranti Michelin a livello mondiale, seguita poco dopo da Kyoto e Osaka. E tra isole paradisiache, esclusivi eventi culturali e le più tradizionali mete termali per esperienze di vero relax, il Giappone è senza dubbio un must per chi desidera un viaggio nel lusso più puro.

La rinomata ospitalità giapponese è il riflesso del concetto di omotenashi. Questo termine, piuttosto difficile da tradurre, fondamentalmente significa "prendersi cura degli ospiti con tutto il cuore". Ed è un comportamento che si nota in tutti gli aspetti del servizio giapponese: non si limitano a dare agli ospiti quello che desiderano, ma hanno la premura di offrirlo ancor prima che l'ospite ne senta la necessità. Questo rende l'ospitalità giapponese a dir poco straordinaria.

E come evitare un cenno alla cucina?


La cucina giapponese è nota in tutto il mondo per la sua alta qualità e varietà regionale. Non sorprende infatti che il cibo sia fra i tratti distintivi dei viaggi di lusso in Giappone. Dai ristoranti stellati Michelin al whisky di alta gamma, l'esperienza culinaria di lusso offerta dal Paese è in grado di soddisfare qualsiasi palato.

Quando si pensa al cibo giapponese, probabilmente la prima cosa che viene in mente è il sushi. Tuttavia, ricorda che esistono altri ristoranti meno premiati che garantiscono comunque un livello incredibilmente alto.

Dulcis in fundo, uno degli eventi culturali più esclusivi a cui partecipare è una serata in compagnia di una geisha o di una maiko, apprendista geisha. Le geisha, massime custodi della tradizione in Giappone, allietano gli ospiti suonando e danzando durante un banchetto speciale.

Un'altra esperienza culturale imperdibile è la cerimonia del tè giapponese, in cui viene servito del tè matcha con piccoli dolci in un rituale ricco di storia. È il massimo esempio di esaltazione dell'estetica e del gusto.

Comunque, anche nell'artigianato tradizionale emerge la stessa cura dell'ospitalità. Se sogni magnifici accessori, non perderti le splendide perle Mikimoto, le prime al mondo ad essere coltivate, e i tessuti chirimen di Kyotango, un crêpe di seta usato per confezionare kimono, borse e involucri di stoffa.

Ma torniamo a noi. Se il concetto di accoglienza superiore permetterà al Giappone di abbracciare ancora meglio il turismo del lusso (perché sì, vinceranno questa sfida), c'è da dire che l'ospitalità in Italia risulta qualcosa di ancora troppo frammentato. Infatti si alternano esperienze da urlo a veri e propri racconti horror.


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Stefi