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  • Stefania Salvatore

Turismo in Sardegna: hotel impauriti, l'extra-alberghiero sorride. Cosa sta succedendo?

L'edizione de La Nuova Sardegna di ieri presentava due notizie altamente contrastanti fra loro. Da un lato il sorriso del settore extra-alberghiero, dall'altro il totale sconforto e la paura degli albergatori.


Cerchiamo quindi di capire meglio cosa sta succedendo all'interno della filiera dell'accoglienza turistica.

Con l'attenuarsi della situazione pandemica, la Sardegna ha fatto registrare un aumento delle prenotazioni per l'estate (ma anche last-minute) nel settore extra-alberghiero.


Il dato riguarda soprattutto il turismo straniero.


La particolarità è l'aumento dei soggiorni in bassa stagione nelle località cittadine senza vicinanza al mare.


Questa è la rendicontazione fornita da Estay, startup specializzata nella gestione degli affitti delle case vacanza in Sardegna.

Queste le parole del co-founder di Estay:


"Nonostante il 2021 abbia visto degli ottimi tassi di occupazione nei mesi estivi, in questo periodo dell'anno eravamo in zona rossa e le prenotazioni arrivarono solo a partire da giugno. Nel 2022 finalmente riusciamo a muoverci in anticipo, complice l'allentamento delle restrizioni in entrata e la fiducia nella ripresa dei viaggi internazionali. Sono proprio i turisti stranieri che stanno prenotando in anticipo le nostre strutture, portandoci a un +450% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le nazionalità più inclini a questa tipologia di vacanza sono soprattutto quelle nord-europee, che cercano il relax e benessere delle splendide aree della Sardegna in periodi con meno affollamento".

Gli albergatori invece non sorridono


Per molti doveva essere la stagione del rilancio. Il rischio è che diventi quella del definitivo tracollo. La drammatica situazione di crisi nell’Europa dell’est con la guerra tra la Russia e l’Ucraina ha portato improvvisamente il calendario indietro di due anni.


Addio segmento del lusso.


Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, ha tracciato un primo bilancio delle perdite per il territorio: «Riferito al solo turismo russo parliamo di 220 mila presenze con una capacità di spesa pari a 40 milioni per il settore alberghiero e altri 40 per l'indotto collaterale, che arriva a cifre anche maggiori coi vari servizi». A questa cifra bisogna sommare gli effetti indiretti che si propagano a macchia d'olio su tutte le categorie: «Non dobbiamo pensare soltanto al danno causato dell'assenza di un target di turisti, ad esempio russi, ma bisogna considerare che l'instabilità geopolitica generale ha profonde ripercussioni su chiunque sia intenzionato ad intraprendere un viaggio. A maggior ragione se dovrà prendere uno o più aerei, come si presuppone avvenga nel caso della Sardegna».

In pochi giorni si è passati da una pianificazione di grandi numeri al rischio paralisi: «In concreto, fino al 15 febbraio si registravano numeri di contatti e prenotazioni in linea col 2019, quindi precedenti al Covid. Le due settimane seguenti, invece, si è registrato il 30% in meno di ricerche. Un rallentamento evidente che impedisce qualsiasi tipo di progettazione per le attività».


E mentre attendiamo con ansia questo benedetto "cessate il fuoco"... ... i conti di base sembrano essere già quattro volte più alti rispetto ad un qualsiasi contratto stilato l'anno scorso.


Purtroppo, davanti a questi scenari - aumenti pazzi e non sempre giustificati - nessuno può prevedere cosa succederà domani.


È inevitabile allora che dallo stato d’allarme si passi facilmente allo stato di crisi, con una reazione a catena che rende necessaria l'attivazione di forme di sostegno: «Il danno è praticamente sicuro visto che la stagione è ormai alle porte e per il nostro territorio è questo il periodo a disposizione in cui si possono registrare i numeri – dicono alcuni operatori turistici –. Dopo i due anni contrassegnati dalla pandemia, questa situazione globale avrà inevitabilmente delle ripercussioni e rischia di rendere molto difficile la sopravvivenza di tante attività».

Quindi, ricapitolando: ci troviamo di fronte alla coda (speriamo) di una pandemia globale, abbiamo superato i vari lockdown, decine e decine di DPCM, le cadute dei Governi, il fallimento di migliaia di PMI. Ora dobbiamo scongiurare la guerra totale nel cuore dell'Europa e fronteggiare una crisi economica senza precedenti.


Eppure non dobbiamo demordere: la storia dell’umanità è piena di eventi tragici e di periodi molto cupi.

A partire dall’inizio del XX secolo abbiamo affrontato numerose sfide.


Due guerre mondiali, la “Spagnola” che tra il 1918 e il 1919 uccise quasi 600.000 persone in Italia, la Guerra Fredda tra USA e Russia, il giovedì nero della borsa americana nel 1929 e la crisi del mercato immobiliare del 2008.

Questi sono solo alcuni dei principali eventi storici che hanno segnato il destino dell’economia globale, ed è doveroso citarli perché al termine di ogni evento catastrofico si è verificato quel fenomeno che prende il nome di “Revenge Spending”.


“Di cosa si tratta?”


In pratica, questi due termini si riferiscono alla moltitudine di acquisti che i consumatori tendono a fare dopo i grandi eventi traumatici.


E un primo assaggio di questo fenomeno si è verificato proprio in Cina dove, a seguito del calo dei contagi e della sospensione del lockdown, i negozi e i mercati delle grandi città furono presi d’assalto da una moltitudine di persone che non vedevano l’ora di spendere i propri soldi.

Di contro, limitarsi volontariamente e non riuscire a diversificare la propria offerta attrattiva porta irrimediabilmente all'ansia, all'affanno, alla paura di non farcela.


Affinché un’azienda si possa definire tale, oltre agli investimenti e ad aver sfondato una certa soglia di fatturato, ci sono aspetti che vanno considerati e dei quali un imprenditore deve occuparsi in prima persona. E non parlo solo di marketing.


È vero, viviamo in un mondo in cui le aziende non alzano un dito per procurarsi nuovi clienti, ed è il motivo per cui le tematiche più calde sono quasi sempre il marketing e la vendita. Ma un’azienda non può stare in piedi solo perché il reparto marketing funziona (quando capita è pura gioia).


Bisogna conoscere tutti i numeri della propria attività. Bilancio, leggi fiscali, conto economico. E soprattutto sviluppare una visione lungimirante dei propri affari e saper pianificare il futuro della propria impresa.

Conoscere con precisione chirurgica i numeri della propria impresa significa individuare anche il segmento più adatto per la nostra offerta turistica. E siccome nel marketing il numero più pericoloso è UNO (un canale di promozione, una tipologia di cliente, un'offerta, una strategia), avremmo tutto il tempo per correre ai ripari e orientare al meglio le vele.


Tuttavia, questo genere di attività è derubricata tra le iniziative "poco utili". Ed è normale: lo sforzo richiesto al cervello è importante, quindi meglio non pensarci e cercare sempre un nuovo colpevole contro il quale puntare il dito e scaricare le colpe.


Ma se volessimo rimboccarci le maniche e non dipendere da fattori ingovernabili, da scelte indipendenti dalle nostre volontà, da fattori che influenzano in maniera negativa il nostro business... potremmo comunque sopravvivere alla tempesta e proliferare in seguito.


Si chiama coraggio di osare: capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni... Questo ti permetterà di eccellere rispetto agli standard (al ribasso) dei competitor.


Ed è per aiutarti a raggiungere l'eccellenza che, dopo 10 anni di studio e applicazione, ho creato "La bussola della gestione dell'ospite", adatta a tutti quegli operatori del settore accoglienza che desiderano ottenere soltanto ospiti felici, indipendentemente dalle difficoltà dettate dalle circostanze esterne.


Questa bussola ti aiuta ad individuare i 4 punti cardinali per la gestione dell’ospite “felice".


Più nella pratica:

  1. comprensione;

  2. processi;

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lo definisce l'unico sistema che aiuta (in maniera concreta e senza inutili divagazioni) ad ottenere davvero più clienti più felici.


Si tratta di un manuale utile e pratico, da tenere costantemente sulla scrivania e da utilizzare come fosse la tua nuova bussola.


Un piccolo primo passo verso la totale dedizione ai tuoi ospiti.


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non ci sarà mai alcuna ristampa.


E ricorda: anche i più bravi - o i fuoriclasse - non possono compiere più di un singolo passo per volta. Quindi fai il tuo: ordina adesso la tua copia.


Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi