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  • Stefania Salvatore

Turismo sostenibile: per 15 milioni di italiani il digitale non migliora l’esperienza nel settore

Gran parte di italiani adorano frequentare hotel, ristoranti e luoghi culturali green... ma solo e soltanto a parità di costo.


Che, visto dalla prospettiva opposta, significa non essere disposti a spendere di più per un'esperienza più sana e salutare.


Questo emerge dal recente Sustainable Tourism Summit, dove la Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha presentato il “Rapporto 2022 sulla Sostenibilità Digitale nel Turismo” che analizza il comportamento degli italiani rispetto alle app per il turismo (dalle app per la prenotazione di alberghi ed hotel agli strumenti che migliorano l’esperienza di visita nei musei o nei luoghi di cultura), con particolare attenzione a quelle che possono migliorare il fattore della sostenibilità.

Nello specifico, lo studio analizza il comportamento delle persone rispetto a:


  • utilizzo di applicazioni per la prenotazione di alberghi, hotel e B&B come Booking, Expedia, Lastminute.com, Tripadvisor, AirB&B e tanti altri;

  • applicazioni per la prenotazione di strutture ricettive che danno importanza alla sostenibilità, come FairBnB, Cityaround, ed altri;

  • strumenti di house sharing;

  • applicazioni per la prenotazione di musei, come Tiqets;

  • app che migliorano l’esperienza di visita in musei o luoghi di cultura come Uffizi App.


Presentando il rapporto, il presidente per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale ricorda:


«L’Italia è una delle principali mete dei viaggi internazionali e il turismo rappresenta un settore fondamentale per l’economia del Paese producendo circa il 7,0% del PIL e il 7,1% degli occupati. Questo è un settore che ha sofferto terribilmente durante la pandemia (-51% rispetto al 2019) ma che sta ripartendo e che potrebbe ottenere grandi vantaggi dall’incontro tra sostenibilità e digitalizzazione. Il settore occupa quasi 1,7 milioni di addetti e conta 32.730 esercizi alberghieri, 185.597 esercizi extra-alberghieri, e un flusso di clienti pari a circa 437 milioni di presenze (2019).

Le previsioni di quest’anno sono molto incoraggianti. Si prevedono arrivi di quasi 343 milioni di presenze tra italiani e stranieri, e un trend in crescita rispettivamente del 43% e del 35% (stime Demoskopika sul 2021). Questa fase di riavvio richiede estrema attenzione. È cruciale infatti tener conto di alcuni cambiamenti prodotti dall’esperienza della pandemia: non solo nell’organizzazione e nelle strategie delle aziende turistiche ma anche nei comportamenti e nelle scelte dei viaggiatori stessi, che devono essere più orientate verso l’utilizzo degli strumenti digitali e più orientati verso soluzioni di viaggio maggiormente attente alla sostenibilità. Il turismo infatti, per sua natura, ha un forte impatto di sostenibilità, sia ambientale che sociale ed economica, e le tecnologie digitali potrebbero avere un ruolo sostanziale nell’abbatterlo».

La ricerca analizza eventuali relazioni con il turismo rapportando tutto all’indice DiSI (Digital Sustainability Index), sviluppato dalla Fondazione per definire la propensione verso la sostenibilità e la digitalizzazione.


Ecco i principali risultati del “Rapporto 2022 sulla Sostenibilità Digitale nel Turismo”:


  • il 30% degli italiani ritiene che le tecnologie digitali non siano utili nel contrastare il fenomeno del sovraffollamento turistico. Un dato che riflette la bassa consapevolezza dei cittadini italiani rispetto al potenziale ruolo del digitale nell’ambito del turismo: un quarto della popolazione – il 25% – ritiene, inoltre, che l’uso delle tecnologie digitali non abbia migliorato in nulla la propria esperienza in questo settore;

  • il 79% degli italiani ritiene che le applicazioni di prenotazione on-line di alberghi e ristoranti consentano di scoprire mete alternative, al di fuori delle destinazioni ordinarie, supportando dunque gli operatori più piccoli.

  • secondo il 68% degli intervistati però, queste stesse applicazioni concentrano l’attenzione del turista sui posti più popolari, favorendo così gli operatori più grandi.

  • il 73% degli italiani non è disposto a spendere di più per strutture green: un dato significativo, che esprime come l’aumento delle sensibilità rispetto alle tematiche ambientali da parte dei consumatori non é bilanciata con le scelte economiche che consentirebbero di concretizzare tale attenzione.


Differenze significative sulla prenotazione delle strutture green si notano rispetto al titolo di studio e all’età: chi ha un titolo di studio elevato è maggiormente disposto a spendere di più (60%) rispetto a chi ne ha uno basso; a non voler spendere sono in misura maggiore le persone tra i 45 ed i 64 anni (76%) rispetto a quelle tra i 18 ed i 44 (70%).


Solo il 27% degli italiani utilizza regolarmente app per prenotare strutture ricettive, di cui un misero 8% esclusivamente per prenotare strutture green e sostenibili.

«I risultati generali evidenziano che malgrado molti italiani dichiarano di dare grande importanza alla sostenibilità (tre italiani su quattro definiscono l’emergenza climatica una priorità assoluta) a tali convinzioni non corrisponde un reale impatto sui comportamenti quotidiani e sulle scelte. Anche quando parliamo di turismo, e specialmente quando tali scelte toccano il portafoglio. Ben il 73% degli italiani, infatti, non è disponibile a spendere di più per strutture sostenibili».

Se oltre la metà degli italiani utilizza strumenti di prenotazione on-line di alberghi o altre strutture ricettive, solo il 26% sceglie applicazioni che danno importanza alla sostenibilità delle strutture presenti.


La diffidenza verso il digitale penalizzerebbe anche le intenzioni d’uso futuro.


In altre parole, le persone più orientate al digitale assumono comportamenti sostenibili in misura maggiore rispetto a quanto non facciano gli individui convinti dell’importanza della sostenibilità ma lontani dalle tecnologie.

Le conclusioni dovute alla lettura di questi dati dovrebbero farci riflettere su alcuni parametri chiave per le nostre strutture ricettive.


Come forse saprai, non parlo mai per assolutismi. Quindi non posso dire con certezza assoluta che le cose cambieranno, entro quanto tempo e in quali modi.


In ogni caso, quello che emerge con chiarezza è che le esperienze digitali - per il momento -

non riescono in alcun modo a primeggiare su quelle in cui vengono coinvolti i 5 sensi.


Ed è il motivo per cui si apre una grande opportunità all'interno della tua struttura: oltre a creare un'esperienza superlativa, potrai inondare gli ospiti con materiali fisici, stampati, tangibili... che pervadono i 5 sensi e contribuiscono ad avvantaggiare la tua percezione di eccellenza rispetto ai tuoi concorrenti.


Ho dedicato un intero libro all'applicazione di questa strategia di marketing che ha già moltiplicato le vendite di attività simili alla tua.


Non penso sia un caso se... chi lo ha già acquistato... lo definisce l'unico sistema che aiuta (in maniera concreta e senza inutili divagazioni) ad ottenere davvero più clienti più felici.


Si tratta di un manuale utile e pratico, da tenere costantemente sulla scrivania e da utilizzare come fosse la tua nuova bussola.


Un piccolo primo passo verso la totale dedizione ai tuoi ospiti.


È già successo con i miei studenti avanzati e succederà anche con te: gli ospiti non vedranno l'ora di rivederti e te lo diranno nell'esatto momento in cui ti lasceranno le loro testimonianze come persone soddisfatte del servizio e felici di fare affari con te.

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non ci sarà mai alcuna ristampa.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi