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  • Stefania Salvatore

Zanne di elefante come attrattiva per i turisti: grossi guai per un albergatore siciliano.

Il nucleo dei Carabinieri ha sequestrato in un albergo nel palermitano quattro zanne di elefante alte più di 2 metri e dal peso di circa 20 kg ciascuna.


Le zanne, esposte per attirare turisti e curiosi visitatori, adornavano una delle sale convegno dell’hotel: al momento dei controlli da parte del Nucleo anticrimine natura dell’Arma, i responsabili della struttura non erano provvisti dell’autorizzazione rilasciata da uno dei 28 nuclei CITE sul territorio italiano e dei certificati per la regolare detenzione e l’esposizione delle zanne e dei manufatti, molti dei quali realizzati in avorio grezzo.


La legge prevede una documentazione specifica che rispetti i requisiti e le normative comunitarie della Convenzione di Washington sulla conservazione della fauna e della flora selvatiche, specialmente nel caso dell’avorio delle zanne di elefante e rinoceronti, il cui traffico globale è spesso illegale e ne ha decimato le popolazioni nel corso degli anni.

Il proprietario della struttura rischia una multa da 15mila a 150mila euro e dai sei mesi ai due anni di carcere se non fornirà i documenti richiesti dalla legge entro i tempi previsti.


Sulla base di quanto stabilito da uno dei punti della Convenzione di Washington, l’Unione Europea ha emanato il regolamento (CE) n. 338/97 del 9 dicembre 1996 con il fine di assicurare la conservazione delle specie della fauna e della flora del Pianeta, controllandone il commercio. Oltre 38.700 specie sono protette dalla CITES contro lo sfruttamento eccessivo attraverso il commercio internazionale. Di queste, 32.800 specie sono piante, mentre circa 5.950 sono specie a elevato rischio di estinzione, proprio come gli elefanti ed i rinoceronti.

Purtroppo la brutalità di queste "pratiche" ha portato ad una sequenza di nuove nascite senza zanne, a causa del bracconaggio. Uccidendo gli esemplari dotati di zanne per l'avorio, quelli senza hanno avuto maggiore probabilità di sopravvivere e trasmettere i propri geni, dando vita a nuove generazioni prive di zanne.


A rivelarlo è uno studio pubblicato il 21 ottobre su Science, in cui i ricercatori hanno esaminato l‘impatto del bracconaggio dell'avorio durante la guerra civile del Mozambico (1977-1992) sull'evoluzione degli elefanti della savana africana (Loxodonta africana) nel Parco nazionale di Gorongosa.


I ricercatori hanno cercato nei genomi degli elefanti il cromosoma X notando che era presente solo in quelli senza zanne, che hanno mostrato segni di recenti "pressioni evolutive". Questo studio fornisce quindi le prove di una rapida selezione causata dal bracconaggio per la perdita di un tratto anatomico prominente in una specie.


Gli scienziati, coordinati dal professor Shane Campbell-Staton, biologo evoluzionista presso il Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva dell'Università di Princeton, sono giunti alle loro conclusioni: i modelli matematici del team hanno confermato che il cambiamento è il risultato della pressione della caccia e l'uccisione selettiva di elefanti con zanne ha portato alla nascita di una prole priva di zanne.

Anche a Torre del Greco (Napoli) un antiquario era stato denunciato per detenzione a scopo di lucro e senza autorizzazione di sculture in avorio.


Ma non è tutto: durante alcuni controlli al Mercanteinfiera (Parma) legati alla vendita di animali imbalsamati, zanne di elefante e oggetti in avorio, pelli di mammiferi, di felini, di rettili, parti di coccodrillo, corna, trofei di caccia, carapaci di tartaruga e testuggine... ancora una volta le zanne di elefante erano sprovviste dei certificati.


Ecco: foraggiare l'attività di certe pratiche é qualcosa che mi porta a rabbrividire, specialmente se questo serve a creare una presunta proposta attrattiva presso la propria struttura/attività.


Anche perché, passata la smania della curiosità... cosa rimane a livello di esperienza?

Per attrarre turisti non c'è bisogno di chissà quali strane peripezie (specialmente se fuorilegge): serve soltanto il coraggio di osare. Significa capire le aspettative dell'ospite, avventurarci negli abissi dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue speranze e dei suoi bisogni... Questo ti permetterà di eccellere rispetto agli standard (spesso bassi) dei competitor.


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi