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  • Stefania Salvatore

La macchina del turismo sardo guarda oltre la pandemia: caccia agli stagionali

Aggiornamento: 19 feb

Le richieste legate alla ricerca del personale non mentono: appare evidente come la Sardegna voglia rilanciarsi dal turismo.

Da subito, però, emergono alcuni punti oscuri.


Non esiste, infatti, una data certa e sincronizzata. E per quanto riguarda la tendenza nell'approccio agli ospiti non si registra alcuna differenza rispetto agli standard: si apre a Pasqua e poi Dio ci penserà.


Comunque, se un anno fa tra gli annunci di lavoro dell'Aspal figuravano in prevalenza muratori, carpentieri, geometri e manovali... adesso spiccano invece camerieri, chef, cuochi, barman e bagnini.

Le strutture ricettive vogliono evitare sorprese e quindi preferiscono muoversi in anticipo con le selezioni: ecco perché non sorprendono i numeri "alti" legati alle figure ricercate, con picchi di oltre 40 posizioni aperte per lo stesso ruolo.


La macchina del turismo sardo, dopo due anni di incertezze e restrizioni, vede aumentare l'ottimismo degli operatori turistici: le aspettative per la stagione 2022 crescono in maniera esponenziale.


Purtroppo, il grande problema - da non sottovalutare - è che il personale qualificato scarseggia. Fra trasferimenti all'estero e totali cambi di settore, la penuria del settore accoglienza è più evidente che mai.


Il Presidente regionale di Confesercenti, Roberto Bolognese, spiega come quello del personale sia un problema comune a molte attività che stanno programmando la stagione estiva.


È possibile ci sia una relazione tra la penuria di personale e il sostegno statale (reddito di cittadinanza) :forse anche per questo gli imprenditori cercano personale fuori dalle zone di prossimità.

Tuttavia, tra le grandi incognite capaci di rovinare la stagione troviamo un sistema di trasporti inadeguato. Se raggiungere l'Eden (come dicono i turisti) diventa complicato, allora in molti potrebbero ripiegare su destinazioni servite da un sistema di trasporti più efficace.


Anche se io rimango pienamente convinta del fatto che l'offerta possa superare di gran lungo il problema legato ai trasporti (ricordi l'hotel disperso nel deserto artico in costante over-booking?)

Come vedi non c'è nessun limite alla volontà di offrire esperienze indimenticabili.


Ti dirò di più: con un'offerta così ampia e variegata è meglio (oltre che più facile) cancellare certe brutte esperienze e preferire destinazioni dove i concetti di accoglienza e gestione superlativa degli ospiti sono scolpiti nei cuori e nelle menti degli operatori (altro che problema trasporti...).


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Un abbraccio e buon lavoro,

Stefi